La storia della nostra Europa è spettacolare, un esempio di come l’unione faccia la forza, ma sopratutto di come paesi aventi notevoli differenze culturali ed economiche possano conciliarle fra loro per formare questo bene più grande che è l’Europa.

Ufficialmente stabilita come Unione Europea il primo novembre 1993 in seguito al crollo di tutti i regimi comunisti presenti nel territorio di cui primo esempio di caduta fu il muro di Berlino, l’Unione nasce come CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, avente Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi come membri il 18 aprile del 1951, al fine di evitare ulteriori guerre fra vicini di stato e perché al confine francese e tedesco giacevano le più ampie riserve di carbone, fondamentale per la produzione di energia; il 25 marzo del 1957 la CECA diventa CEE, Comunità Economica Europea o “Mercato Comune” con la promessa di una politica economica e sociale comune. È proprio da qui che l’UE si dimostra e si dimostrerà efficace nel suo intento di garantire un lungo periodo di pace nel territorio occidentale; concepita unicamente come comunità economica, si è man mano trasformata in un’organizzazione politica unica nel suo genere , come una cooperativa estesa anche ad altri ambiti quali asilo , migrazione, giustizia, sicurezza, energia, ambiente e politica estera.

Con una storia ed un presente così condiviso, come possiamo definirci unicamente una potenza economica? Forse è veramente così, data la continua chiarezza con cui sottolineiamo il peso  decisionale di alcuni Stati sugli altri, per poi coprire questa gerarchia con la scusante di una politica condivisa per il bene dell’Unione , che cerca di far passare per “umanitario” , ciò che non è  , prendiamo ad esempio questa emergenza Covid-19 : l’Italia è stato il primo paese europeo a avere un’estensione del contagio così veloce e quindi il primo paese a necessitare materiale utile al contrasto dell’avanzata del contagio quali mascherine, guanti, materiale per la pulizia dell’ambiente, per non parlare delle necessità ospedaliere come i respiratori.Due ospedali da campo da 5.200 metri quadri donati dal Qatar, per mille posti letto totali.Cinque milioni di dollari dal Kuwait; 30 medici dalla Norvegia, 11 e 7 infermieri dalla Romania, 10 tonnellate di dispositivi dagli Emirati Arabi.

 L’ Europa che prevede una cooperazione estesa anche ad ambiti al di fuori dell’economia, si è mossa solo al grido vanitoso francese e allo sguardo impietrito tedesco che si vedeva mancare qualche migliaia dai circa sessanta miliardi che ogni anno porta a casa.

Questo non è patriottismo, giacché non giustifico la continua recessione economica tipica italiana, perché anche la Spagna ha provato a chiedere aiuto all’Europa ed è arrivato prima da altre parti del mondo,  ma vedere il luogo consacrato all’uguaglianza deviare dal punto d’equilibrio è fastidioso, smettiamo di chiamarla comunità e chiamiamola Gerarchia Europea, dove gli Stati più produttivi e ricchi governano aumentando il loro potere sul mercato globale, sarebbe comunque più coerente.

Già immagino la condanna di questo scritto, allora farò un altro esempio di come questa gerarchia europea non sia più solo un’ipotesi. Nel 2018 in Italia c’è stato un incremento esponenziale di migranti in arrivo dalle coste nord africane provenienti da tutto l’Oriente perché vedendosi chiuso l’accesso all’Europa da parte della Turchia, hanno preso il mare, consci del fatto che prima o poi sarebbero arrivati a destinazione.

Ma dov’è l’imposizione qui? L’ Europa delle B, Berlino e Bruxelles, ha deciso di pagare il presidente della Turchia ben sei miliardi di euro per tenere sotto controlla la questione dei rifugiati, giacché se fossero passati dalla Turchia si sarebbero fermati in Germania dando fastidio al PIL tedesco e se vogliamo mettere più carne al fuoco, tutto ciò è accaduto durante la guerra di Erdogan contro i Curdi. Cioè arrivati a questo punto direi di fare come il Regno Unito e togliersi da questo finto capitalismo che non giova a nessuno.

Insomma alla fine ricordando Pascoli, è meno utopico pensare di  realizzare  un socialismo umanitario che  un’Europa umanitaria.

Jacqueline Ezichi Ali

Classe V M – Liceo Musicale

Anno 2019-20