La solidarietà, rimasta nell’ombra durante le crisi  che hanno caratterizzato  gli anni precedenti ,quali quelle del debito sovrano , la successiva crisi  migratoria, riappare oggi al tempo del distanziamento sociale e delle mascherine.

I recenti sviluppi hanno infatti evidenziato quanto i singoli Stati non fossero pronti e preparati a una situazione del genere e hanno reso evidente il fatto che l’Europa ha solamente un modo per fronteggiare le sfide del nostro tempo: restare unita.

L’Unione Europea , quest ’organizzazione internazionale e sovranazionale, composta oggi  da 27  Stati,  in seguito alla Brexit , legati tra loro da accordi economici e politici, è articolata  in  numerosi organismi , ma i principali organi decisionali sono :

–  Parlamento europeo che si riunisce in seduta plenaria a Strasburgo cui  è assegnato il potere  legislativo, esso dà voce ai cittadini i quali scelgono con una frequenza di cinque anni i deputati, i quali andranno poi a rappresentarli  attraverso elezioni dirette.

-Il Consiglio dell’Unione Europea  con sede a Bruxelles  ,   è formato dai ministri competenti per materia discussa degli stati membri.

-La Commissione europea propone invece nuove leggi e nuovi programmi nell’interesse generale dell’Unione, i suoi  commissari  sono 26 più il Presidente   ed il loro mandato dura cinque anni

-il Consiglio Europeo con sede a Bruxelles , formato dai capi di stato e di governo degli stati membri   stabilisce gli orientamenti politico-strategici  generali e le priorità dell’Unione e riunisce in sè un rappresentante per ogni Stato. I capi di Stato in caso si tratti di una repubblica semipresidenziale o presidenziale, o da quelli di Governo per quanto riguarda le monarchie e le repubbliche parlamentari.

L’interpretazione e l’applicazione del diritto dell’Unione Europea e dei trattati sono invece assicurati dalla Corte di Giustizia Europea .

La politica monetaria viene  determinata dalla Banca Centrale Europea BCE con sede a Francoforte  mentre la Corte dei Conti Europea indaga sulla corretta gestione delle finanze all’interno delle entità dell’UE e sui finanziamenti forniti, sempre dall’Unione Europea, ai suoi Stati membri

L’UE , formalmente istituita con il trattato di Maastricht del 1992, entrato poi in vigore in realtà solamente all’inizio dell’anno seguente, affonda le sue radici alla fine degli anni Quaranta, all’indomani dell’incubo dei totalitarismi e della Seconda guerra mondiale.

È in questo periodo, infatti, che  comincia a prendere forma l’idea di una comunità di stati europei.

La Seconda guerra mondiale, considerata come il più grande conflitto armato della storia e segnante una stima totale di morti che oscilla tra i 55 e i 60 milioni di individui, aveva infatti lasciato l’Europa, così come in generale comunque l’intero mondo, in ginocchio. Vi era quindi il bisogno di rialzarsi, di far fronte al fine di scongiurare un altro possibile bagno di sangue e di avvicinarsi a una più proficua solidarietà e pace tra le varie e diverse nazioni europee.

Si arriva quindi al 1946, anno durante il quale l’ormai ex primo ministro Winston Churchill, parlò in un discorso a Zurigo di Stati Uniti d’Europa. L’idea di un’unificazione dell’Europa in senso federale, lontana dalla concezione che abbiamo noi oggi di Unione, fondata su concetti e valori di pace e libertà, è stata  concepita già nel   1941 con il Manifesto di Ventotene, redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, due politici fondatori nel 1943  del Movimento Federalista Europeo,  all’epoca confinati a Ventotene in quanto oppositori del Fascismo, questo è considerato ancora oggi come uno dei testi fondanti dell’Unione Europea.

All’interno di questo documento era sostenuta l’idea di creare uno stato federale, un organismo  politico sovranazionale esterno  ai partiti nazionali di ordine  tradizionale,  dotata di una propria forza armata e di organi e mezzi sufficienti per far eseguire ai singoli stati le sue deliberazioni dirette.

L’ Europa, al giorno d’oggi, tuttavia, nonostante vi siano ancora molte correnti politiche che  sembrano premere verso un centralismo  che porti ad un’unione più stretta tra le varie nazioni, vicina all’assetto di stati federati  sul modello degli  Stati Uniti d’America, si è in realtà allontanata dal progetto iniziale di federazione .

Infatti, se da un lato gli Stati Uniti d’Europa, con un governo centralizzato e coeso, potrebbero garantire   principalmente in ambito economico ad ogni paese , una stabilità fondata su  molte forme di tutela centrale,  e renderebbero le nazioni europee più competitive e influenti su uno scacchiere mondiale oggi dominato principalmente dalle due  superpotenze  Stati Uniti  e Cina, al tempo stesso, i  forti sentimenti nazionalistici che caratterizzano  alcune forze politiche interne a molti  Stati europei,( si vedano i numerosi movimenti sovranisti  oggi in Francia , in Spagna , in Italia ), non intendono  rinunciare all’idea di ” nazione autarchica”che guarda con ammirazione al modello britannico , rifiutando  i valori della bandiera a dodici stelle a favore del patriottico  Tricolore.

Per il momento, tuttavia , sembra necessario mettere da parte questo sogno europeista così come nobilmente immaginato sia dai padri fondatori , sia  dai moderni  europeisti che vagheggiano un organismo maturo , coeso , capace di un dialogo solidale fondato su un “socialismo del cuore “che dona a chi ne ha bisogno senza vincoli  di restituzione , scevro dai interessi nazionali  manifesti o occulti che vengono “naturalmente “ sempre, ad inquinare il platonico miraggio di  una compagine di mutuo soccorso che “regali “da  madre generosa , all’Italia o alla Spagna o al Portogallo una pioggia di aiuti senza nulla richiedere in cambio  ,purtroppo l’Europa vera , l’Europa di oggi , non è questa e forse , a giusta ragione , non  lo sarà mai !!

                                   Chiara Ratti

               Classe VM – Liceo Musicale

                          Anno 2019-20