Tag

addio monti

E così è arrivato il giorno della partenza. Ho quel senso di smarrimento che si attacca morboso all’anima cercando di farti sentire in colpa per quello che stai facendo. Un senso di costrizione nascosto dal desiderio di realizzarsi. Con gli occhi gonfi, per la notte insonne e pieni di lacrime, con le mani sudate e tremanti, consapevole della mia scelta, cominciai a biascicare parole miste a pensieri che ho cercato di fermare per evitare che mi fagocitassero:

“Addio a queste quattro mura, pareti pregne  di sentimenti contrastanti. Pareti custodi dei miei segreti e testimoni dei momenti di solitudine. Addio a questa stanza che mi ha visto spettatore di storie scritte su pagine, raccontate a parole e a volte urlate. Camera pregna della mia musica più cara. Arrivederci a te mamma. Dal tuo amore sono nato, con il tuo affetto cresciuto, e tu che mi hai tenuto per mano fino a quando ho imparato a camminare, che mi hai sorretto dopo le mie cadute, tu mamma meriti tutto quello che forse non ho mai saputo darti. Spero tu sia sempre stata fiera dei miei sbagli e delle mie sconfitte com’eri soddisfatta dei miei successi e traguardi raggiunti. La paura di iniziare questo viaggio senza te è lancinante, paura pura  caratterizzata dalla vertigine dello  sbaglio e di non essere all’altezza.

A presto a te papà. Tu che sei sempre stato un punto di riferimento . Mi dispiace se a volte posso averti deluso. Se abbiamo litigato per il mio orgoglio e la mia necessità di avere ragione. Ti ho sempre visto come un ostacolo da superare, perché credevo che tu non mi appoggiassi nelle mie scelte, ma ero solo illuso dal mio desiderio smanioso di  indipendenza. Grazie a voi, fari di luce che mi avete sempre protetto. Pur non essendo perfetta , questa famiglia è stata sempre piena di  quel calore e sentimento  che non mi sono mai mancati. Ciao fratello caro. Stupido intelligente, tu che sei facilmente condizionabile, spero tu possa crescere e diventare l’uomo che desideri essere , l’unico che ritengo capace di comprendermi quando parto con i miei complessi discorsi strettamente filosofici ed incomprensibili. Dovervi salutare è straziante, ma  è solo un arrivederci ci ritroveremo, ne sono certo.

A presto amici. Voi amici veri, presenti e passati. Solo voi sapete chi sono realmente, voi che mi avete consolato, asciugato ogni singola  lacrima, voi che avete saputo decifrare il mio carattere enigmatico, all’apparenza docile e che avete saputo saziare, colmare il mio senso di familiare non appartenenza. A voi dico grazie per ogni abbraccio, per ogni momento passato insieme, perché mi avete reso quello che sono. Amici cari che avete  saputo curarmi con il rispetto, scacciando l’indifferenza con la consapevolezza dell’amicizia. Grazie ancora amici, spero di essere stato anche io alla vostra altezza. Addio alla mia scuola, scrigno prezioso del mio sapere, della mia conoscenza e delle mie virtù , che oggi come oggi sono sottomesse alla vita bruta. Addio ai miei insegnanti, maestri di vita vera. Arrivederci a questa città, che non mi ha visto nascere ma che mi ha visto crescere, questa città capace di placare la mia anima tramite lunghe camminate, scenario di incontri, di scoperte, di bei momenti passati con le persone care. Ogni luogo di questa città è significativo per qualcosa. Rivedo con nostalgia la piccola stradina percorsa insieme alla mia cara nonna quando. dopo la scuola, andavo a prendere il gelato, la libreria dove ho sempre comprato i miei testi  i tanti e numerosi  luoghi che mi hanno  accolto, difeso, protetto. Perché questo nuovo capitolo della mia vita non può negare tutto ciò che prima è stato di me, il passato è qualcosa di stupendo perché è ciò che ti determina, la memoria ed il ricordo. Ed infine, addio a te persona che ho imparato a conoscere, ma che sei ancora così sconosciuta per me. Persona tanto speciale. Tu che sei tutto quello che non avrei mai creduto tu fossi . Tu mi hai fatto scoprire l’amore. Qualcosa che va oltre il mio essere così razionale. Qualcuno davanti al quale le mie difese sono crollate. Con la mente obnubilata da tali pensieri,presi la mia valigia, il mio violino su una spalla e sull’altra, pesante il doppio, il mio zaino. Abbracciai per l’ultima volta i miei genitori e fu una stretta nel cuore. Avevo detto tutto ciò che volevo e che dovevo.  Mi incamminai verso il pullman che mi avrebbe portato all’aereo, non mi voltai, avevo il mio bellissimo passato  ma davanti  un nuovo futuro pieno di belle speranze.

Alex Maxim 2 M