Perché leggere, se di domenica s’avrebbe altro da fare? Certo la pioggia, lo scorso 20 Ottobre, non favoriva le attività all’aria aperta: e noi abbiamo passato la giornata festiva nei locali della libreria Ubik di Como (P.zza San Fedele), dove si è svolto il progetto “Io leggo perché”: un’iniziativa voluta a livello nazionale dall’associazione degli editori italiani, che hanno invitato i lettori a donare libri alle scuole.

Noi volontarie della classe quinta e seconda del Liceo Teresa Ciceri di Como abbiamo collaborato con la libreria Ubik per realizzare un’attività che si è rivelata un’esperienza positiva.

Qualche difficoltà iniziale nell’approccio con le persone l’abbiamo incontrata: cercavamo di convincere i passanti a partecipare all’interno della libreria, mentre altre ragazze proponevano dei questionari per guidare le persone nella scelta dei libri da donarci.

Fortunatamente le reazioni negative delle persone che si fermavano sono state inferiori rispetto a quelle positive. Nonostante la difficoltà iniziale nel capire come approcciarci in modo convincente, ma meno invasivo possibile, a mano a mano che l’attività prendeva piede per noi è diventato quasi naturale fermare i passanti, anche chi all’apparenza sembrava non interessato.

Tanti si sono dimostrati attenti alla descrizione del progetto e collaborativi nel realizzarlo all’interno della libreria. Durante quest’ultima fase diversi sono stati disponibili ad iniziare un dialogo sui propri gusti letterari, chiedendoci un parere personale. Sentiamo che il coinvolgimento è stato reciproco e costruttivo, tanto per gli studenti quanto per i passanti.

Partecipare a Io leggo perché è stato utile sotto più punti di vista: ci aiuterà ad ampliare la biblioteca del nostro Liceo per il secondo anno consecutivo e nello stesso tempo ci ha reso studenti e cittadini attivi nel riconoscere e diffondere l’importanza della lettura come mezzo di arricchimento culturale.

Per alcune di noi questa esperienza è stata utile per sperimentare aspetti inerenti ad ambiti lavorativi che vorremmo intraprendere. Tenendo conto della collaborazione che c’è stata anche con il personale della libreria, siamo state soddisfatte del lavoro svolto, tanto da sentirci libere di consigliare per il futuro dei miglioramenti per lo svolgimento del progetto, come per esempio promuovere molto di più l’evento nella nostra città, oppure dare il permesso agli interessati di donare libri già posseduti o tenuti in casa, eliminando così i possibili limiti economici.

Anna Adjei, Beatrice Molteni in collaborazione con 5UC e 2UC