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fake newsLa diffusione di notizie false  finalizzate a ingannare la società non è un fenomeno nuovo per la società odierna. Ogni giorno il web si riempie di bufale e truffe che trovano il loro principale punto di forza nelle pubblicità e nei social network. Molte di queste, sono talmente credibili da venir diffuse in articoli online e persino giornali cartacei, per venir smantellate  solo dopo un pò di tempo, insomma più è veloce il mezzo, più è veloce la diffusione dei contenuti. Più è estesa la platea dei primi destinatari, più questa platea si amplia in progressione. La facilità dell’anonimato, la velocità di trasmissione delle informazioni, la dimensione della massa dei destinatari dei nostri messaggi, danno a ciascuno di noi un grande potere che, senza responsabilità e senza leggi, può trasformarsi in un’arma pericolosa per la società: l’arma di diffusione di  false informazioni.

Quello delle fake news è un mondo articolato. Anche se non sempre è gestito da vere e proprie organizzazioni. Infatti, spesso la propagazione di notizie false non ha un’organizzazione vera e propria alle spalle, parte da singoli utenti  che hanno il solo scopo di destabilizzare i contenuti che circolano in rete.

Nessuno può negare che, con l’avvento dei social network, il concetto di informazione è cambiato drasticamente. La lettura di giornali e articoli con la ricerca che si dovrebbe effettuare sulla  veridicità della notizia, passa in secondo piano: ogni informazione assorbita dalla società spesso è attinta dai social network, manipolata, trasformata a proprio uso e consumo.

L’autorevolezza di chi pubblica  cede il passo alla becera lusinga della visibilità. Su Facebook, come su Twitter e sugli altri social, un contenuto falso pubblicato da una fonte sconosciuta ha la stessa visibilità di un contenuto vero, un post ha lo stesso valore di un altro.

Basta sponsorizzare contenuti falsi, ma ben strutturati, per renderli virali. Che si parli di titoli clickbait, acchiappaclick, o di hashtag virali su twitter ed instagram, in un modo o in un altro queste “bufale” raggiungono ogni angolo del globo.

Ma chi c’è dietro le fake news?  Spesso c’è lo zampino di vere e proprie organizzazioni. Società che fanno business sull’informazione attraverso veri e propri traffici di denaro ed è in questi casi che entrano in campo bot e campagne a pagamento. I primi non sono altro che software in grado di replicare un contenuto migliaia di volte, e vengono molto utilizzati su Twitter. Un tweet retwittato migliaia di volte da account bot, cioè account falsi creati con il solo scopo di condividere sotto pagamento certi contenuti, diventa per forza di cose virale. E spesso riesce a entrare nelle tendenze di quel Paese, amplificando ulteriormente la portata di quel messaggio. Su Facebook, invece, le fabbriche di fake news preferiscono affidarsi alle campagne pubblicitarie.

Vi sono anche i troll, singoli utenti che, dopo aver prodotto una notizia falsa, sono stati capaci di renderla virale, scatenando migliaia di condivisioni. Questi utenti agiscono spesso per puro divertimento o per ostacolare la diffusione di altri contenuti, quindi in un certo senso distogliere lo sguardo da un’informazione che avrebbe avuto un impatto negativo sugli utenti.

La verità è che abbiamo semplicemente illustrato come e da chi vengono pubblicate le fake news e non la loro influenza negativa sul mondo. Le fake news sono più che pericolose. Un esempio un pò datato da non sottovalutare è quello risalente a dicembre 2016, quando una fake news dichiarava che la candidata democratica alle presidenziali, Hillary Clinton, avrebbe organizzato un traffico di prostituzione minorile in una pizzeria a Washington. Un giovane ragazzo del Nord Carolina sentita questa drammatica, ma pur sempre falsa non dimentichiamolo, notizia, entra in una pizzeria, la Comet Ping Pong, armato di un fucile da guerra AR-15 e una pistola calibro 38, perquisisce e terrorizza i clienti, prima di doversi alla fine arrendere alla polizia. Tutto inventato, perfino in modo approssimativo, poiché nelle fake news si indicava, come centro dei crimini, uno scantinato che in realtà non esisteva. Eppure qualcuno ci ha creduto.

Le fake news sono pericolose perché, in modo strumentale, cambiano la percezione della realtà e influenzano le opinioni delle persone. E su internet le masse di utenti si comportano esattamente come la folla di una piazza, dove si rischia di perdere la cognizione di sè stessi per restare preda degli istinti più irrazionali e, spesso, più brutali (Manzoni docet).

Ma come possiamo evitare di essere vittime di tale fenomeno? Come possiamo contrastare il mostro insaziabile della disinformazione che regna nella società odierna?

Il primo passo è quello dell’ informazione nutrita dalla ricerca: bisogna porre particolare attenzione al modo con il quale viene fornita l’informazione, spesso le notizie false hanno titoli scritti tutti in maiuscolo accompagnati da punti esclamativi. Tale esagerazione deve accendere il campanello d’allarme. E’ molto probabile che quel titolo stia cercando attenzione tramite toni eccessivi,  l’attendibilità dei giornali online scarseggia, il problema non si trova solo nei social, per questo bisogna far attenzione alla formattazione del sito. Molti di questi si possono riconoscere perché hanno layout che imitano malamente quelli di giornali online verificati e accreditati. Persino i loro articoli sono riconoscibili, pieni di errori di ortografia, con un italiano incerto, dovrebbero farci capire che non sono stati scritti da un giornalista e non hanno passato i controlli di alcun capo servizio o capo redattore.

Un altro aspetto a cui bisogna far attenzione sono gli articoli che i blogger pubblicano che non sono sottoposti a nessun tipo di verifica o controllo editoriale e che quindi potrebbero contenere falsità.

Come spesso capita quando non si ha il tempo di verificare la veridicità delle notizie, basta sapere che esistono i  “siti di debunking”, siti che si occupano di bufale. Ce ne sono numerosi, sia in Italia sia all’estero, in questo modo potrai appurare se la notizia che sospetti essere una fake è segnalata o no.

Bisogna sempre però fare attenzione, purtroppo questi accorgimenti non sono sufficienti a bloccare un’arma così potente, dal momento che molte fake news sembrano assolutamente vere e molte volte partono da una base di verità, da un fatto reale, per poi arrivare a tutt’altra conclusione.

La maggior parte dei siti di fakes pubblicano buona parte di notizie attinte dalla realtà, ma raccontano ciò che è avvenuto in modo del tutto distorto e alla fine la presentazione dei fatti non è altro che un modo per avvalorare le tesi politiche del sito stesso, facendo crescere odio, intolleranza, manie complottiste e violenza.

Yasmine Berrecchid  4 LC