PEGIDA (Patriotische Europäer Gegen die Islamisierung Des Abendlandes) è un’organizzazione populista di destra, anti-islamica, xenofoba e razzista fondata a Dresda nel 2014. Il movimento ha promosso, tra il 2014 e il 2015, manifestazioni volte a contrastare la cosiddetta “islamizzazione dell’occidente”, favorita dalle politiche migratorie attuate dai governi europei. Da 5 anni, ogni lunedì, i simpatizzanti si riuniscono in piazza sventolando cartelli che tradiscono rabbia e rancore (“FUORI L’ISLAM DALLA SACRA GERMANIA”, “DIFENDIAMO LA PATRIA TEDESCA DALL’INVASIONE ARABA” ecc…). Quest’organizzazione è nata proprio nella città sassone perché la Sassonia e Dresda in particolare sono state il palcoscenico più applaudito della metamorfosi di AFD (Alternative Für Deutschland) da partito d’élite anti-europeo a formazioni di estrema destra nazionalista. Il fondatore di PEGIDA viene dalla Germania Est e, probabilmente, si porta dietro il peso della riunificazione  delle due Germanie che è, sì riuscita, ma con l’imposizione e il comando in tutti i dipartimenti amministrativi, culturali e sportivi della Germania Ovest.

Quindi, un altro popolo rappresenta per loro una nemesi che vuole impossessarsi della patria e di tutti gli usi, costumi e tradizioni relativi e, a causa di ciò, in molti tedeschi sta crescendo un sentimento di frustrazione. Il popolo arabo, agli occhi di un tedesco orientale, appare, quindi come il nuovo tedesco occidentale, e, di conseguenza vuole affermare la propria identità contro i migranti.

Questo “partito” di estrema destra viene chiamato “La forza dell’est” ma rifiuta questa etichetta poiché ritiene di poter crescere anche all’ovest opponendosi alla politica della Merkel che è da loro accusata di permettere a più di 200 immigrati clandestini di arrivare in Germania ogni anno e di fermarsi lì, creando gravi problemi di sicurezza e di criminalità. Secondo PEGIDA bisogna chiudere le frontiere e cacciare i migranti e, a quelli che sono già regolari in Germania, tagliare i benefici e gli aiuti sociali per spingere anche loro ad abbandonare il paese.

PEGIDA non accusa l’islam in quanto tale, ma il possibile e, forse reale problema di sicurezza che esso rappresenta  in Germani e non solo in termini di terrorismo, ma anche di scontri tra le sue diverse comunità.

Dresda, con i suoi tesori e le sue eccellenze, rimane  tuttavia una città aperta al mondo con una forte comunità giovanile e studentesca che non rinuncia a contestare i populisti e che mette in atto iniziative sociali e centri di accoglienza. Il suo borgomastro, complice anche il suo matrimonio con una coreana, ha deciso di lanciare la candidatura di Dresda a capitale della cultura europea. Michael Schindhelm vorrebbe in Dresda la patria di un nuovo progetto europeo e afferma come dopo la riunificazione delle due Germanie i tedeschi non siano stati in grado di creare una base culturale comune tra est e ovest. “Non c’è stata una elaborazione democratica del concetto di patria e questo spazio lo ha occupato la destra. Dresda può provarci ridefinendo un concetto di piccola patria moderna e aperta, dove c’è spazio anche per l’immigrazione degli altri” dice Schindhelm. Si realizzerà davvero questa nuova Europa?

 

Martino Benzoni

Classe 3 Liceo Musicale

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