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Qualcuno con cui correre è un romanzo di David Grossman (Mondadori, 2001).

Il romanzo parla di due ragazzi, Tamar e Assaf, le cui storie si intersecano fino a unirsi in un’unica vicenda. Il soggetto che li unisce è Dinka, il cane che Assaf deve riportare alla proprietaria, Tamar. Il ragazzo deve seguire il cane in giro per Gerusalemme, ripercorrendo una parte della storia di Tamar.

I due, soprattutto Assaf, compiono un viaggio, oltre che fisico anche di crescita: entrambi entreranno a contatto con nuove realtà prima sottovalutate o sconosciute. Assaf conoscerà tante persone che lo arricchiranno con le loro storie: l’innocenza di Teodora, la visione del mondo di Matzliah, la condizione di vita di Sergej; questi personaggi, oltre ad aiutarlo a scoprire la storia di Tamar, racconteranno anche la loro. Tamar entrerà a contatto con la realtà della vita di strada e della dipendenza da droga, anche se non conosciuta per esperienza diretta.

Tamar e Assaf hanno due caratteri molto diversi: Assaf è un ragazzo impacciato, ingenuo, cerca di mettersi al pari dei suoi coetanei “più vissuti”, che lo accolgono fingendo di essere suoi amici. Rischia di frequentare le compagnie sbagliate pur di non rimanere solo, perché fa fatica a socializzare. A un certo punto interromperà volontariamente i rapporti con i suoi finti amici, anche se pagherà caro questo gesto: verrà picchiato a sangue dal gruppo. Tamar, invece, pensa che non ci si debba fidare di nessuno, è in grado di capire chi vale e chi no. Lei è fredda all’inizio, ma con chi si rivela una persona sincera e profonda si apre, e dà fiducia. Non guarda le apparenze, capisce chi sei e si lega a te per il comportamento, non l’aspetto fisico.

Per Tamar chiudersi è un modo per capire chi ha davanti, non si fida di tutti. Però farebbe di tutto per le persone a cui tiene, il fratello per esempio: è scappata di casa entrando in una spirale da cui poteva essere risucchiata per sempre e ha supportato il fratello in momenti cruciali come le crisi di astinenza. Tamar, una volta entrata nel circolo per artisti di strada in cui il fratello è stato irretito, si affeziona anche a Shelly, imparando però che, in una realtà instabile come il circolo, è meglio non affezionarsi a nessuno, infatti Shelly scapperà e andrà incontro a un’esperienza che le costerà la vita.

Secondo me tra Assaf e Tamar nascerà una grande amicizia, forse anche qualcosa in più, perché nonostante i caratteri diversi i due ragazzi sono molto simili: non sono superficiali, Assaf è costretto dal contesto in cui vive, cioè i ragazzi che frequenta, a comportarsi come loro, ma in realtà è un ragazzo sensibile, vorrebbe capire le persone intorno a lui, osservarle, ascoltare di più e parlare di meno. Tamar, invece, si comporta come sente di dover fare, anche a costo di rimanere senza amici. La sua migliore amica è, infatti, il suo cane Dinka: i cani non guardano le apparenze e sono sempre fedeli al padrone. I cani osservano e capiscono le persone cui tengono, le confortano anche senza parlare.

Dalla descrizione dei protagonisti emergono tante caratteristiche degli adolescenti: la paura di rimanere soli, la solitudine, la difficoltà a comunicare con gli adulti, l’influenza degli stereotipi, gli affetti familiari. Anche il fratello di Tamar, Shay, e Shelly sono una rappresentazione di molti giovani: Shelly rappresenta l’adolescente indipendente, che si ritiene pieno di risorse e senza limiti, che vuole godersi la vita e fare sempre più esperienze, anche rischiose. Shelly morirà proprio per un’esperienza che ha a che fare con la droga. Shay, invece, rappresenta il ragazzo che litiga con i genitori perché hanno idee diverse dalle sue, infatti scappa di casa per questo. Rappresenta anche, di conseguenza, il giovane che, avendo rapporti negativi con gli altri, colma la mancanza di felicità con oggetti materiali, o diventando dipendente da qualcosa. Da questi tratti emerge, oltre alla sensibilità e alla fragilità, anche l’immaturità dei ragazzi: voler fare il passo più lungo della gamba, credersi più forti di quanto siano in realtà.

Shay scappa di casa dopo aver litigato violentemente con i genitori e inizia a vivere per due cose: la droga e la musica. La musica è una via di fuga per gli adolescenti, che, quando non vogliono pensare a niente o vogliono sfogarsi, cantano, suonano, o semplicemente la ascoltano. Shay riesce a realizzarsi proprio grazie alla musica, suonando la chitarra; anche per Tamar è importante: oltre a ritrovare il fratello grazie a essa, quando canta non pensa a nient’altro, come se entrasse in un’altra dimensione. La musica è uno strumento di unione, unisce tutti, quando infatti Tamar canta tutti la ascoltano in silenzio, anche senza conoscerla, sia per strada che al circolo.

Qualcuno con cui correre è un romanzo adatto a chi piace riflettere sulle tematiche dell’adolescenza, della vita di strada e della criminalità. Trama avvincente, soprattutto nel finale, anche se la lettura non è molto scorrevole in alcune parti. Non è un libro adatto ai bambini, sia per le tematiche troppo forti e violente, sia per il linguaggio a volte troppo volgare. Per gli adolescenti, invece, è una lettura molto illuminante perché aiuta a riflettere e ha una trama interessante.

Mariastella Sofia 2^UF

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