Jim Flynn dice: “Watson, sei davvero un grande razzista! Ti regalo il mio libro che si chiama “What is Intelligence?”, leggilo e cerca di ragionarci sopra. In seguito ne discuteremo apertamente”.

James Watson, Premio Nobel per la Medicina del 1962 per aver scoperto la struttura a doppia elica del DNA, ha recentemente ribadito che i neri sono geneticamente meno intelligenti rispetto ai bianchi. Ma che cos’è l’intelligenza? Nonostante non ne esista ancora una definizione ufficiale, l’intelligenza può essere genericamente identificata come la capacità di affrontare con successo situazioni e problemi sconosciuti. Generalmente si misura per mezzo del Quoziente Intellettivo (QI) che secondo Watson è immutabile, mentre per Flynn dipende dall’ambiente in cui la persona in considerazione è nata, cresciuta e in cui vive, dunque è mutabile e dipendente della  qualità della   vita delle persone .

La definizione di Watson  dunque ,appare più come un pregiudizio razziale  infondato, che si basa su una convinzione di superiorità della razza bianca. Domandiamoci di conseguenza quale sia il legame tra razza / razzismo  e intelligenza, che è la più alta facoltà mentale dell’individuo: l’intelligenza è un processo mentale che ci permette di acquisire concetti e conoscenze e di utilizzarli  per risolvere problemi, mentre il razzismo è un insieme di teorie e comportamenti che si fondano sulla convinzione  che vi possano essere razze superiori ad altre.

L’intelligenza è quindi , una caratteristica che ci mette in relazione con il mondo che ci circonda, consentendoci di  sviluppando anche la nostra   intelligenza emotiva e relazionale che è la capacità di esprimere correttamente il nostro vissuto, riconoscere le nostre e le altrui emozioni, assumere condotte sociali adeguate e un atteggiamento empatico, quindi consapevolezza, autocontrollo, motivazione e abilità sociali.

Per me, è evidente che l’intelligenza non appartiene a una razza ma a ciascuna persona perché dipende dalla crescita singolare nel tempo, nello spazio e nelle esperienze di ogni individuo. In conclusione io mi sento dalla parte di Flynn e ritengo che le varie razze del pianeta non vadano paragonate e giudicate per intelligenza, perché ognuna di loro avrà sempre competenze, approcci e adattamenti diversi per condurre la vita sul Pianeta.

 

Martino Benzoni

Liceo Musicale – Classe III M

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