Tag

, , ,

La storia è di quelle che ti colpiscono come un pugno nello stomaco. Una ragazzina tredicenne ceduta dalla famiglia naturale, povera, a una coppia sterile di parenti viene restituita, senza che nessuno le dia una spiegazione convincente, ai genitori naturali. Piomba in un universo rurale completamente diverso da quello dove è cresciuta, dove è sentita come un’estranea in primo luogo proprio dai genitori che l’hanno messa al mondo e poi ceduta. Per tutti è l’Arminuta, in dialetto abruzzese, la “ritornata”, neppure degna di essere chiamata con un nome. Eppure tra i sensi di colpa di aver ella stessa provocato l’abbandono e una rabbia crescente per chi, dopo averla illusa di amarla, l’ha mollata come fosse un pacco postale, l’Arminuta si abitua ad apprezzare i gesti protettivi, materni, della sorella Adriana, le attenzioni del fratello maggiore Vincenzo, persino l’affetto che non sa esprimersi a parole del padre che l’accompagna in città verso la scuola che frequenterà fino all’incontro, quello con la “zia” da cui apprenderà una verità amara.

Con una scrittura asciutta, a tratti dialettale, Donatella Di Pietrantonio ci fa conoscere una storia di formazione che è insieme la scoperta dei molti modi in cui si può declinare la maternità.

Incontro a cura di:

Elena Brotto, Alice Fabian, Sabrina Monaci Classe IVUE

 

 

Annunci