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Golda Meir è stata l’unica donna nella storia a ricoprire il ruolo di ministro e di premier in Israele. Era energica e potentissima, capace di condizionare con un solo battito di ciglia le sorti del Medio Oriente, stringendo rapporti con le personalità politiche più influenti dell’epoca.

Il suo vero nome è Golda Mabovitz in quanto era nata in Russia, ma Ben Gurion, padre fondatore di Israele, le impose il cognome Meir, “illuminato”, poiché suonava più ebraico.

Nasce nel 1898 a Kiev, da una famiglia ebraica, ma a causa della persecuzione zarista la famiglia Mabovitz emigra nel Wisconsin, negli USA. Presto Golda si trasferisce a Denver, presso la sorella maggiore, perchè i genitori le avevano impedito di continuare gli studi. Qui si confronta con il mondo letterario e con il femminismo. Dopo essersi sposata, a diciotto anni, parte con il marito per la Palestina; vivono in un kibbutz, dove Golda inizia la sua formazione politica.Dopo la nascita del primo figlio la famiglia si trasferisce a Gerusalemme.

Il 14 maggio 1948 nasce lo stato di Israele e Golda è una dei 24 firmatari della dichiarazione di indipendenza. È la prima ambasciatrice del neonato stato di Israele a Mosca; accetta poi la carica di ministro del lavoro e infine, nel 1950, è nominata ministro degli esteri.

L’aspetto fisico di Golda era fuori dall’ordinario: portava scarpe ortopediche, aveva le mani ingiallite dalla nicotina, a causa del vizio del fumo; tuttavia teneva ad indossare, nelle occasioni pubbliche, come in quelle private, una collana di perle e uno smalto rosa.

Nel 1966 viene incaricata come primo ministro, in quegli anni stringe un’alleanza con gli Stati Unitie una forte amicizia con il presidente americano Nixon, che incoraggia l’immigrazione degli ebrei statunitensi in Israele.

All’inizio degli anni ’70 il governo israeliano affronta il massacro di Monaco: durante le Olimpiadi a Monaco di Baviera un commando palestinese prende in ostaggio la delegazione degli atleti israeliani, chiedendo in cambio la liberazione di alcuni prigionieri politici. Golda non concede nessuna trattativa ai terroristi, e così gli atleti vengono massacrati. Successivamente però la vendetta di Golda arriva, con una spedizione conosciuta come “collera di Dio”, in cui vengono uccisi tutti gli autori della strage.

Nel 1973 lo stato israeliano viene colpito dalla guerra dello Yom Kippur, un attacco da parte di Siria ed Egitto. Gli ultimi anni per Golda sono intimi e introspettivi, trascorsi con pochi amici, tra tazze di caffè, dolciumi e sigarette.

Muore a Gerusalemme nel 1978, dopo una battaglia di dodici anni contro la leucemia.

Noi non conoscevamo questo personaggio, che ci è stato consigliato dalla prof Ferrini. Una volta scoperta Golda Meir siamo rimaste molto colpite dal suo aspetto fisico, poco curato, tanto da non farla sembrare la donna di prestigio quale era, ma con questa ricerca l’abbiamo rivalutata, e adesso possiamo considerarla un esempio per tutti noi. Golda, da un certo punto di vista era una persona comune in quanto moglie e madre, ma era anche un premier, che dovette prendere decisioni difficilissime, per le quali fu criticata e messa sotto i riflettori dell’intero mondo. Insomma doveva pensare e risolvere questioni di polica mondiale e banali incombenze di una qualsiasi casalinga.

Uno dei suoi crucci che la tormentò di più fu infatti quello dei suoi figli, tanto da affermare: “Al lavoro pensi ai bambini che hai lasciato a casa. A casa, pensi al lavoro che hai lasciato incompleto. Una tale lotta si scatena dentro di te. Il tuo cuore è lacerato”.

Rita Bellocchio, Matilde Butta , Martina Cioffi, Arianna Pozzi, classe II U C  

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