I giornali sono generalmente considerati le fonti a cui affidarsi poiché riportano notizie veritiere, soprattutto riguardanti l’attualità, ma  purtroppo come dice Marc Twain Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso

Oggi, anche internet è entrato nella lista dei “veicolatori” di informazioni utili ed affidabili.

Si tratta di un’opzione sicuramente comoda e veloce da condividere , ma non sempre del tutto sicura.

Certamente anche i giornali  in passato, riportavano notizie fasulle, ma la differenza con la rete di oggi ,consiste nel grande supporto che i diversi social possono offrire a favore delle tanto frequenti, quanto affascinanti menzogne.

È il caso di Alessandro Nardone, giovane comasco che, tramite una campagna elettorale ben studiata ed efficace, ha proposto Alex Andersen, personaggio fittizio, alla candidatura delle primarie americane, arrivando fino al punto di dover dichiarare la messa in scena con un “coming out” il giorno delle elezioni dei suoi avversari Trump e Clinton.

Una considerazione  sicuramente è necessaria e  riguarda il potere  che i social possiedono ed il grado di popolarità che possono conferire ad oscuri ed insignificanti  personaggi, indipendentemente, dal loro  talento  o dai meriti, facendoli  diventare  protagonisti di epopee del nulla, eroi transitori di  immagini modaiole ,  facendoli cioè diventare “famosi per essere FAMOSI”,  facendoli arricchire semplicemente per il fatto di postare continuamente la loro “ daily vita “. Un caso clamoroso  si  sta registrando negli USA , dove la famiglia Kardashian  è diventata inspiegabilmente famosa….non si comprende per quali eroici atti o per quale invisibile talento !

È il trionfo dell’anti-meritocrazia, che può risultare utile ma anche molto poco gratificante per gli spiriti più sensibili .

Inoltre emerge l’idea che qualcosa viene considerata giusta, ma soprattutto vera, se supportata ed acriticamente condivisa  da molti.

Questa equazione può rivelarsi molto pericolosa soprattutto se applicata alla vita morale e politica, proprio a questo punto è possibile muovere una critica al mondo della politica che si basa sui consensi, sulle ripetizioni, sulla condivisione mediatica,  che parla alla pancia della gente  e utilizza un linguaggio simbolico, immaginifico, fatto di luoghi comuni , di annunci  roboanti che diventano tormentoni verbali ,  vuote parole che usano immagini  che, a furia di essere  ripetute e scritte sui giornali ,diventano delle verità e, pur non coincidendo con la realtà dei fatti , anzi col mondo reale  delle “malefatte”, finiscono per essere condivise , riferite , raccontate e quindi  essere credute vere.

Allora possiamo proprio dire che “LA VERITA’ E’ UNA MERCE CONTRAFFATTA”

 

 

 

 

Giulia Meroni 4 UE

Annunci