Forse non sono in molti a conoscere una delle più grandi fake relative all’ultima campagna elettorale statunitense, la corsa alla presidenza del candidato repubblicano Alex Anderson.

La bufala riguarda  “la persona” di questo politico, personaggio totalmente inesistente, creato dalla fantasia di un giornalista comasco, Alessandro Nardone.

L’idea è nata come un trucco di marketing per pubblicizzare il suo ultimo romanzo “Il predestinato”, che racconta la storia di un giovane membro del Congresso americano, di nome, appunto Alex Anderson, coinvolto in una  vicenda di spionaggio.

La campagna che doveva servire per il lancio del libro sul mercato statunitense, giorno dopo giorno, ha preso una piega completamente differente, diventando una campagna elettorale.

Alla credibilità di questa operazione ha contribuito molto la specifica competenza dell’autore, che ha unito alla notevole inventiva di scrittore, la sua preparazione come “social media strategist”, cioè uno stratega di mass media, abituato a lavorare con siti internet e social, ed anche la sua esperienza politica, visto che è stato consigliere comunale a Como.

Grazie, quindi, ad un sito internet, ad un account Twitter, ad accurate elaborazioni fotografiche e a  slogan convincenti, il candidato Anderson è passato da personaggio di un romanzo a candidato alla Casa Bianca, conquistando un buon numero di followers e ricevendo inviti a trasmissioni televisive e dibattiti politici.

Poi, la decisione dell’autore di raccontare tutto, in occasione del Super Tuesday, che è il giorno in cui va al voto il maggior numero di Stati e i due principali partiti, Democratico e Repubblicano, sulla base di questi risultati elettorali, selezionano il proprio candidato alla presidenza.
L’ammissione di Nardone ha infranto le speranze di potenziali elettori, dispiaciuti perché, senza Anderson, non avevano più un’alternativa a Trump.

In quest’epoca in cui si parla tanto di fake news e della loro pericolosità, la cosa notevole di questa storia è che sembra che nessuno l’abbia presa male o si sia sentito tradito, anzi,i , giornali,le  tv, i privati cittadini, si sono complimentati per questo scherzo così ben riuscito.

Si è trattato di un gioco, una goliardata abilmente organizzata da un giornalista esperto in comunicazioni di massa, che ha precisato  di non avere mai accettato il denaro che gli è stato offerto dai sostenitori del presunto candidato Anderson.

In sostanza, è stato un esperimento sulla forza di persuasione dei mezzi di comunicazione di massa e forse, anche un avvertimento sulla fragilità delle nostre democrazie, e delle persone, così pronte ad affidarsi al primo venuto.

 

Fulvia Nanna 4 UE

 

 

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