Mai come oggi, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono stati così evidenti, in Europa, le rivalità tra le razze e i sentimenti nazionalisti e xenofobi che ci sono in molte nazioni e che stanno alla base anche della politica di ogni paese.

La politica, da sola non può ovviamente  risolvere i problemi nati sul tappeto dell’ultima crisi economica se non è adeguatamente supportata da un buon tessuto culturale nazionale  e da una florida economia.

Nel corso della storia, cultura, economia e politica sono sempre andate a braccetto costituendo tre unità indivisibili tra di loro, ognuna delle quali sta alla base delle altre. Infatti i  popoli “ignoranti”, che non conoscono la  storia, le leggi  le  necessità, i punti di forza e le debolezze  del loro  paese, non possono contribuire alla formazione politica e nemmeno allo sviluppo economico dello stesso .

La mancanza di cultura di un popolo, non può aiutare  lo scenario politico-economico di un paese e non permette di intrattenere relazioni economiche o aiuti  con altri popoli che potrebbero contribuire alla crescita culturale, politica ed economica. L’uomo deve condividere tutte le acquisizioni culturali e civili fatte durante il suo percorso storico con tutti i popoli del mondo, spronando anche gli altri a contribuire nella progressione politica, economica e culturale.

 

La rivalità tra razze è anch’essa un’espressione di sottocultura ed è un ostacolo che può essere superato solo da un’apertura  culturale che aiuti una visione progressista e tollerante ;

tale fenomeno deve essere arginato al più presto ovunque, poiché impedisce lo sviluppo generale delle nazioni, conducendole  invece, ad una lenta e inesorabile parabola discendente.

È sicuramente  importante possedere  un forte sentimento nazionalistico e la voglia di rilanciare il proprio paese nello scenario politico internazionale , purché non si arrivi a schiacciare le altre nazioni a causa di un eccessivo orgoglio patriottico o a causa di un fanatismo culturale o religioso che rende ridicoli e pericolosi.

Bisogna, quindi, essere nazionalisti al punto giusto ma sempre convivendo pacificamente anche con gli altri paesi.

In conclusione, il nazionalismo è  da intendersi  come  un sentimento che accomuna  una collettività depositaria di valori tipici consolidati nel patrimonio culturale e spirituale di un popolo, essendo tale patrimonio la risultanza di uno specifico percorso storico, tuttavia esso non deve mai tramutarsi in orgoglio razziale e religioso….poichè  l’uomo, fatto d’intelligenza, sentimenti e fisicità, per evolversi e convivere in modo armonico con gli altri uomini, ha bisogno di una società fondata sulla conoscenza  e sulla capacità di governare politicamente le cose comuni con giustizia e spirito democratico e tolleranza  , equilibrio e sobrietà sfruttando al massimo le capacità proprie e quelle offerte dal mondo che lo circonda .

Martino Benzoni

II M