La bellezza sta nel microscopico e nel macroscopico, ma quale bellezza?  Parliamo di vita, o di esistenza, sembrano discorsi astratti, dispute filosofiche così distanti dalla scienza, che per le masse è razionalità, nonostante ogni ricerca scientifica sia basata sulla vita, di conseguenza sulla bellezza.

Lo scienziato non ha una mente superiore, ma una percezione differente della realtà, più dettagliata, approfondita, osservata attraverso materie differenti, spazi più immensi o minuscoli, in assenza del tempo o in presenza di un tempo che non ci appartiene.

Lo scienziato alla base si domanda chi siamo, piccola parte di riempimento di materia all’interno di un universo immenso, da dove proveniamo e dove ci troviamo.

Lo scienziato si pone tali domande perché riconosce la bellezza di ciò che lo circonda, in tutta la sua essenza e nelle sue dimensioni, vuole scoprire altre forme ed ottenere altre risposte, nonostante sia  in eterno ferito dal dubbio, in quanto, come affermava Pascal, siamo circondati dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande.

Infatti, la grande questione esistenziale per i fisici moderni sta nel conciliare le leggi della relatività, basate sul mondo macroscopico, con le leggi della meccanica quantistica, interessate al microscopio.

Cosa ci spinge a dare spiegazione del tutto ed  a comprendere la bellezza che ci circonda?  E pure, cosa è più quantistico e relativo della bellezza?

C’è chi sostiene che neppure esista, ma io la percepisco, la percepisco negli interrogativi senza risposta che ci poniamo, o su cui i fisici indagano, nel turbamento… in un suono disturbante o in una suite di Bach.

La bellezza può  restituirci un senso di piacere, puro, divino…. così come può ricondurci ad una  sensazione di naufragio, incomprensione, inconsistenza, asimmetria o destrutturazione…

Sin dall’antichità filosofi, artisti e scienziati hanno ricercato l’essenza di questo termine, che  penso di percepire così  come un fisico percepisce la materia oscura.

Siamo vita, ma come possiamo affermare che esiste la materia di fronte alla non materia, un buco nero. Anche il silenzio è un suono, è materia.

Pierre Boulez diede dimostrazione dell’esistenza della non musica, come Shen Hawking si pose la questione della non materia, di fronte all’evidenza di un mondo materiale e fisico da cui siamo quotidianamente circondati sia da vivi che da morti. ”

“La bellezza sta nei buchi neri.

Chi è, dov’è e cos’è?”

NICCOLO’  POZZI     IV M

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