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Inizia qui la pubblicazione di alcune recensioni prodotte da alunni della classe IIUE a seguito della visione del film Agorà, su proposta della prof.ssa E. Girolimetto.

Alessandria d’Egitto, seconda metà del IV secolo dopo Cristo; è in quest’ epoca che vive la brillante seppur giovane Ipazia, figlia del filosofo Teone. Ipazia tiene lezioni anche ad una classe, nella quale discute su disparati argomenti: la geometria, i movimenti dei pianeti e la loro posizione, la scienza e la matematica, la fisica e il pensiero filosofico.

Il IV secolo, però, non è purtroppo solo il periodo delle scoperte, un altro aspetto fondamentale di quest’epoca è infatti il confronto tra la religione cristiana e quella romana: monoteismo che si contrappone al politeismo; il sentimento verso un solo Dio e quello verso più divinità, culture fin troppo diverse per convivere. Lo scontro è inevitabile. Mentre i cristiani ottengono l’appoggio dell’imperatore, in uno scenario di violenza ed uccisioni, Ipazia continua imperterrita i suoi studi, incentrati soprattutto sulla dubbia posizione della Terra rispetto al Sole.

I Cristiani, preso il potere e guidati dal vescovo Cirillo, devono però affrontare un altro ostacolo prima di prendere il completo controllo della situazione: gli ebrei. Nelle varie contese Ipazia rimane sempre neutrale, non c’è spazio per la religione nel suo cuore, che ospita solo l’amore per l’astronomia, la scienza e la filosofia. È una donna molto colta che tramanda tutto il suo sapere agli uomini della sua classe, una martire della scienza e della libertà di pensiero.

Agorà è un film ricco di colpi di scena, a tratti drammatico, che propone anche storie d’amore, ma privilegiando sempre come tema centrale lo scontro tra le religioni.

Alyssa Bizzanelli, Classe IIUE

Che il cielo fosse un grande mistero per gli antichi è risaputo ma oggi alzando i nasi dai nostri telefoni comprendere quello che è sopra di noi è un po’ più semplice, Ipazia, una filosofa vissuta nel quarto secolo in Egitto, si occupò dello studio celeste. “Agora”, film diretto da un noto regista spagnolo, racconta le vicende della vita della studiosa; immagini chiare e molto realistiche riescono a suscitare nello spettatore curiosità e interesse. I costumi o anche la scelta colori chiariscono l’epoca storica che Alessandria di Egitto sta attraversando: lotte interne tra i cristiani e pagani. Questa città, capitale della cultura dell’impero romano, viene attaccata dai cristiani che con la forza convertono i pagani distruggendo anche la illustre biblioteca, centro indiscusso del sapere. Anche Ipazia, con i suoi studenti, è costretta a scappare e abbandonare i suoi luoghi di studio, ma, nonostante ciò, la sua irrefrenabile curiosità continuerà a guidarla fino alla scoperta della teoria delle curve coniche. Dopo alcuni anni di pace, i parabolani (un gruppo estremista cristiano), istigati dal vescovo in persona, inizieranno a perseguitare gli ebrei riportando odio e guerra; anche Ipazia, considerata saggia da Oreste (un suo ex allievo e prefetto dell’impero), avrà modo di proporre una soluzione per le lotte cittadine, ma i suoi consigli non verranno accettati poiché donna e pagana. A causa della sua fede nella ragione, Ipazia viene uccisa dai parabolani tra i quali si nasconde uno suo ex schiavo (Davo) che per risparmiarle il dolore della lapidazione la soffoca prima e con lei tutto il suo amore segreto. Questa figura storica anche attraverso il film appare molto complessa: Ipazia dimostra il suo amore smisurato per la scienza rinunciando a famiglia e figli, una scelta che nella mentalità dell’epoca era considerata totalmente sbagliata, diventa una saggia insegnante e anche rettrice della biblioteca di Alessandria, ruoli da sempre destinati agli uomini. Grazie all’ educazione ricevuta dal padre Teone questa filosofa è un grande esempio di forza e determinazione che la rende speciale e moderna anche a molti secoli di distanza.

Vitale Beatrice, Classe IIUE

 

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