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La mia bisnonna paterna ripeteva spesso a suo figlio “se non studi, potrai solo fare il contadino” perché una volta questa figura era identificata con una persona ignorante.             A quei tempi, infatti, i figli di contadini si trovavano a dover lavorare nei campi dei propri genitori, senza avere possibilità di andare a scuola.

Oggi un’affermazione di questo tipo non avrebbe fondamento: una persona che decide di intraprendere la professione dell’agricoltore è tutt’altro che priva di cultura; anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di individui laureati in agraria e quindi con una competenza molto elevata.

Ma perché un giovane dovrebbe decidere di fare il contadino? Le motivazioni possono essere diverse: la semplice passione per l’agricoltura, la scarsa probabilità di trovare lavoro con altri diplomi di laurea, oppure la possibilità di investire i propri soldi in un’attività imprenditoriale redditizia con in più l’agevolazione dei fondi europei per le coltivazioni.

Per svolgere il lavoro dell’agricoltore ci vuole indubbiamente una dose di passione, poiché si tratta di un  mestiere molto faticoso a livello fisico e molto dipendente da agenti esterni. E’ pur vero che oggi i giovani trovano difficilmente lavoro seppur laureati, anche se l’università propone una vasta gamma di percorsi di studio, ma la scelta di fare il contadino deve essere sicuramente legata ad un interesse verso questa professione. L’imprenditore agricolo di oggi può sfruttare le proprie conoscenze per non dover rendere conto ad un eventuale datore di lavoro e non doversi rivolgere ad un agronomo per le problematiche legate alla coltivazione. Inoltre il lavoro fisico, più pesante, viene svolto da figure come i braccianti agricoli,  oppure con macchine apposite tecnologicamente avanzate, come i trattori di ultima generazione.

Sempre di più, negli ultimi anni, abbiamo visto la nascita di realtà che legano la coltivazione alla trasformazione diretta delle materie prime, ovvero la produzione di cibi e conserve direttamente da parte dei produttori che diventano così anche rivenditori. Allo stesso modo gli agriturismi sono un esempio di coltivazione finalizzata alla ristorazione di qualità.

Non ho mai considerato la possibilità di lavorare in questo settore in quanto lo trovo notevolmente lontano dalle mie aspirazioni professionali. Ma visto l’incremento considerevole della popolazione mondiale, che è un fenomeno preoccupante e comporta la problematica carenza di cibo a livello globale, bisogna leggere come positivo l’interesse di molti giovani nei confronti dell’agricoltura. Inoltre oggi, è fondamentale ragionare nella prospettiva di una rivalorizzazione dell’alimentazione BIO, è necessario pensare a delle alternative  che si oppongano alle pessime abitudini alimentari che stiamo sempre più imitando dall’America, dobbiamo riuscire a recuperare uno stile di vita più sano e naturale. Opponiamoci alle multinazionali  del food che spingono ad un consumismo alimentare malato, difendendo le nostre sane abitudini alimentari . Difendiamo la vocazione  agricola di molte zone del  nostro paese, pensando che la nostra Italia, vanta una delle tradizioni alimentari più apprezzate al mondo, ciò grazie al contributo di tante regioni con tradizioni  antiche che hanno saputo creare  della loro povertà, le migliori prelibatezze culinarie provenienti dalla  produzione agricola.

Sara Cosentino   IV M

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