Sabato, 8 aprile, nell’ Aula Magna del nostro liceo, si è tenuto il Festival della poesia “Europa in versi”, organizzato dalla Casa della Poesia di Como, con poeti internazionali. Noi studenti abbiamo preso parte a questo prezioso incontro, dialogando con i poeti e offrendo le nostre interpretazioni delle loro poesie, lette nel corso di questi mesi.

Penso che il festival “Europa in versi” sia stata soprattutto un’occasione per comprendere meglio il significato della poesia che va oltre ciò che è scritto su un foglio di carta e rappresenta una via di fuga dalla realtà che ci circonda, in assenza di schemi mentali limitanti. Si tratta di una modalità espressiva, dotata di un proprio significato profondo, esplorata da molti artisti, come gli autori, che si sono resi disponibili ad incontrare noi ragazzi. Il significato che viene attribuito alla poesia può avere più sfumature e può essere interpretato in modi diversi. Grazie a questa molteplicità, è stato anche possibile conoscere meglio i miei compagni. Infatti, mentre analizzavamo ed interpretavamo la poesia da presentare durante l’incontro con i poeti, abbiamo condiviso i nostri pensieri e le nostre idee che poi una di noi ha tradotto sulla carta, dando origine ad un meraviglioso disegno che richiamava il senso della poesia. E’ stato interessante, quindi, scoprire nuovi modi di pensare, considerando la poesia sotto aspetti differenti.

Chiara Carusi II UD

Io e il mio gruppo abbiamo analizzato Alle porte della meraviglia, una poesia di un poeta rumeno, Ion Deaconescu. Abbiamo cercato di interpretare questi versi senza stravolgerne il significato, facendo affiorare le nostre sensazioni e cercando di tradurle in modo reale e spontaneo. E’ stato positivo arricchente e costruttivo confrontarci con i poeti e con una platea di persone. Penso che questa esperienza sia stata utile per avvicinare i giovani al testo poetico e per permettergli di scoprire questo mondo che, spesso, non riceve la giusta valorizzazione. Per me, è stato anche molto interessante ascoltare le diverse interpretazioni dei poeti stranieri nella loro lingua originale. Una considerazione finale di uno di loro mi ha colpita e cioè che la poesia non si scrive per forza in un momento particolare della vita ma è qualcosa che ci raggiunge quando meno ce lo aspettiamo.

Cristina Tagliani II UD

L’incontro con i poeti, in occasione del festival “Europa in versi” mi ha regalato un misto di emozioni positive. Prima di questa esperienza, non avevo mai prestato così tanta attenzione all’ascolto di una poesia. I poeti, durante la lettura e l’esposizione delle varie interpretazioni dei gruppi, sembravano così fieri e soddisfatti di ciò che erano riusciti a trasmettere nei loro versi. Quando commentavano il significato della loro poesia, i sentimenti e le emozioni provate prima di comporla, mi sono sembrati così fortemente coinvolti e spontanei. Con noi studenti, sono stati molto disponibili e attenti, hanno apprezzato il nostro contributo, l’impegno e anche il nostro affetto. Dopo questo incontro, penso che comincerò a leggere più spesso delle poesie e, magari, proverò anche a scriverne qualcuna, per liberare i miei pensieri e le mie emozioni così come ci hanno insegnato questi poeti.

Magda Baudo II UD

Con i compagni del mio gruppo abbiamo deciso di leggere la poesia di Ion Deaconescu, in lingua originale, il rumeno che è anche la mia lingua madre ma che non conosco alla perfezione, quindi, per me, è stata un po’ una sfida perché significava espormi davanti ad un pubblico attento. Durante la lettura, mi sono emozionata molto, sia per la situazione un po’ inusuale, sia per la profondità e la bellezza che i versi del poeta mi trasmettevano. Al termine dell’incontro, ho avuto l’onore di dialogare con l’autore il quale è rimasto sorpreso dalla nostra interpretazione e dalla lettura in rumeno della sua poesia. Poco prima dei saluti, uno studente gli ha chiesto a chi fosse dedicata la sua poesia. La sua risposta mi ha colpita molto: “ La poesia, una volta scritta, non appartiene più al poeta ma a chi la legge e decide di tenerla con sé”.

Alexandra Padure, II UD

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