“L’alternanza scuola-lavoro è un’esperienza educativa, coprogettata dalla scuola con altri soggetti e istituzioni, finalizzata ad offrire agli studenti occasioni formative di alto livello e qualificato profilo.”
Da un anno a questa parte, il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso obbligatorio per tutte le scuole secondarie di secondo grado un monte ore, diverso per ogni curricolo, da dedicare all’esperienza della scuola-lavoro, per mettere in contatto i giovani con il mondo del lavoro e permettere loro di avere un primo approccio con quest’ultimo.
“Il percorso di alternanza scuola-lavoro offre agli studenti l’opportunità di inserirsi, in periodi determinati con la struttura ospitante, in contesti lavorativi adatti a stimolare la propria creatività.” Nel passato l’istruzione non era garantita a tutti e molti, anche bambini di sette/otto anni, andavano a lavorare nei campi o nelle fabbriche, spesso in condizioni indescrivibili, rimanendo incapaci di leggere, scrivere e fare i conti elementari.
Questa situazione si è protratta per diversi decenni, aumentando il livello di ignoranza nella popolazione. Dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso si è verificato un miglioramento e si è posto l’obbligo scolastico fino ai quattordici anni, ovvero fino alla terza media.
Con lo scorrere del tempo ci sono state poi delle riforme che hanno prolungato l’obbligo scolastico fino ai sedici anni, permettendo così a ragazzi di provare a frequentare il primo biennio delle superiori. Oggi l’obbligo si è esteso fino ai diciotto anni.
L’idea dell’alternanza scuola-lavoro si è fatta strada a partire dalle scuole professionali che hanno sempre preparato gli studenti a svolgere una mansione specifica, immettendoli nel contesto lavorativo per la gran parte del monte ore scolastico. I giovani, quindi, scegliendo questo curricolo, dopo tre o cinque anni, escono dalla scuola con un diploma che non permette loro l’accesso universitario, ma li orienta direttamente nel contesto lavorativo per cui sono stati istruiti.
Con il tempo anche gli istituti tecnici hanno attuato lo stage scolastico, ottenendo dei risultati positivi, in quanto gli studenti sviluppavano o evidenziavano nuove capacità. I licei, essendo improntati a un’istruzione prettamente teorica, per permettere un sapere utile alla frequenza dell’università, hanno sperimentato per ultimi il percorso di ASL. Essi, infatti, prevedono un numero inferiore di ore di stage nel triennio rispetto ai professionali.

Il MIUR ritiene che l’alternanza scuola-lavoro favorisca lo sviluppo del “senso di iniziativa e imprenditorialità”, ovvero il fatto di saper tradurre le idee in azione. Gli studenti che si trovano inseriti in un contesto lavorativo, infatti, possono mettere in pratica ciò che hanno appreso a livello teorico a scuola e possono anche avere la possibilità di sentirsi realizzati per aver svolto qualcosa di utile o per aver portato a termine un progetto che credevano di non saper svolgere.
“Fare un lavoro senza niente di difficile, dove tutto vada sempre per dritto, dev’essere una bella noia, e alla lunga fa diventare stupidi. Per vivere contenti bisogna per forza avere qualcosa da fare, ma che non sia troppo facile; oppure qualche cosa da desiderare, ma non un desiderio così per aria, qualche cosa che uno abbia la speranza di arrivarci ”. Anche Primo Levi, nel suo romanzo “La chiave a stella”, sosteneva che per vivere un’esistenza dignitosa è necessario svolgere una mansione che non sia troppo facile e monotona, ma che presenti piuttosto delle difficoltà che portino il soggetto, alla fine del percorso, ad essere autorealizzato per aver affrontato al meglio la situazione ed essere riuscito a superare tutti gli ostacoli trovati sulla strada.
A tale proposito è di fondamentale importanza l’instaurazione di un buon rapporto con il personale della struttura ospitante il giovane durante la sua esperienza di ASL. Avere un tutor di supporto, a cui chiedere consigli o aiuto, risulta molto importante dal momento che permette una crescita interiore essenziale ad entrare in quello che è il mondo degli adulti.
Lo stage formativo garantisce così un cambiamento nei ragazzi che possono sviluppare anche un livello di autonomia più elevato, rispetto a quello acquisito con la scuola.

Tuttavia ci sono alcuni professori che non sono favorevoli all’esperienza dell’ASL, soprattutto nei licei, poichè secondo loro è solo una perdita di tempo che potrebbe essere utilizzato per approfondire meglio il programma scolastico di alcune discipline. Chi sostiene ciò, però, non ha ancora capito che il sapere teorico è fondamentale, ma si apprende meglio, sia a livello di nozioni scolastiche sia per quanto riguarda la vita, tramite l’esperienza; essa, infatti, mette il soggetto in una situazione sconosciuta, che deve riuscire a superare e da cui deve trarre degli insegnamenti, senza che prima sia stato spiegato come affrontare il caso.
Si può quindi affermare che l’alternanza scuola-lavoro “è la competenza chiave in Europa in cui rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi.” E’ una competenza che aiuta gli individui ad acquisire consapevolezza del contesto in cui lavorano, accogliendo ogni opportunità che si presenta loro come una possibilità di maturazione personale.
In conclusione si può affidare alla scuola e al mondo del lavoro il compito di interagire per una maggiore corresponsabilità educativa e sociale orientata alla valorizzazione delle aspirazioni degli studenti nell’ottica di una crescita intelligente sostenibile e inclusiva pur nella diversità di ruoli e competenze.

Giulia Mallardo, classe IV UE

 

 

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