Il 17 febbraio 2017, su un nostro quotidiano nazionale, è stata pubblicata la storia di Sunny, una femmina di panda rosso, scappata dal “Virginia zoo” di Norfolk, negli Stati Uniti. Nell’articolo viene descritta l’avventurosa fuga dell’animale che, una notte, è sparito dallo zoo, senza lasciare tracce. Le ipotesi sui motivi di tale gesto sembrano riferirsi al rifiuto di Sunny di accoppiarsi con Thomas, un suo simile di sesso maschile.

Questa storia, così lontana da noi e, apparentemente, banale, in realtà, nasconde un profondo significato. Sunny decide di infrangere una “legge naturale” che obbliga le femmine ad accoppiarsi con un altro soggetto, per far proseguire la specie ed impedirne l’estinzione. Il suo gesto sembra, infatti, frutto di una riflessione fatta da tempo e, l’unica strada possibile per scappare da un destino che non condivide.

Sunny si comporta come una donna coraggiosa che non vuole sottostare a ciò che la società impone: un modello di donna che ha il dovere di generare figli, così da creare una famiglia.

Questa visione della donna è, da sempre, presente nella nostra cultura, nonostante le varie ribellioni da parte del genere femminile. Oggi, le donne lavorano e ricoprono ruoli molto importanti ma, nella società, purtroppo, rimane l’ideologia che vede la donna solo come madre che deve dedicarsi alla sua famiglia. Chi si discosta da questo ideale, viene visto male, perché non rispecchia il modello femminile imposto dalla consuetudine.

L’unico modo per Sunny, per scappare dal suo destino, è stato quello di fuggire lontano, sperando di non essere mai catturata, mentre per le donne di oggi, la situazione è differente. A mio parere, infatti, l’unico mezzo di ribellione, per le donne, non è la fuga, bensì la parola. E’ necessario, quindi, dare maggiore spazio all’ascolto delle nuove esigenze delle donne e rispettare la libertà di scelta di ciascuno.

Sofia Missaglia, classe IUD

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