Lo spettacolo teatrale “Occidoriente” è un’ interpretazione del più celebre romanzo “Il manichino dietro il velo” di Sadegh Hedayat. La storia narra di un ragazzo iraniano che, dopo aver trascorso un periodo di studi in Italia, torna nella sua patria dove rincontra sua cugina, la donna che lo ha aspettato per ben 6 anni,  con cui il protagonista si sarebbe dovuto sposare. La storia è una sorta di intreccio tra gli stereotipi di una donna orientale e una occidentale ed il mondo in cui vivono. La donna occidentale viene “interpretata” da un manichino: bello esteriormente, incapace di esprimere sentimenti, raffigurato come un docile oggetto nelle mani dell’uomo, una sorta di donna /bambola.

La donna orientale, invece, rappresenta lo stereotipo di vita difficile che una donna musulmana deve affrontare: portare il velo, non stare con un altro uomo al di fuori del suo futuro marito per non rischiare di essere imprigionata e non accettare inviti alle feste. Ho, personalmente, apprezzato molto la recitazione; infatti con una sceneggiatura molto spoglia, costituita da sole 2 casse orizzontali e 2 verticali, gli attori sono stati in grado di entusiasmarmi e coinvolgermi nella storia grazie all’uso di monologhi che mi hanno fatto riflettere. Ho trovato, inoltre, molto interessante il modo in cui è stato diretto lo spettacolo: tramite una recitazione circolare, dove la prima scena   anticipa  i fatti che si ripropongono nell’ultima, nella quale l’uomo spara a una delle 2 donne, senza specificare  quale sia il vero bersaglio da distruggere sulla scena e nella vita .

La storia affronta   un tema molto attuale, quale la difficile vita delle donne islamiche, che non possiedono alcuna  libertà e sono costrette, a partire dalla  giovanissima età, a sposarsi con un uomo, spesso contro il loro volere, da cui a volte vengono anche trattate male o tradite. Credo, infine, che il tema trattato in questa versione teatrale  sia coerente con un avvenimento ricordato recentemente, cioè la giornata contro la violenza sulle donne celebrata lo scorso 25 novembre.

 

Mattia Fusi IM

 

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