Tommaso e Angelica sono i protagonisti del romanzo “Non aspettare la notte” della scrittrice Valentina D’Urbano. I due giovani si incontrano per caso e si innamorano, ma la   loro storia d’amore è diversa da tutte le altre, è una storia d’amore unica, così come unici sono i due protagonisti.

Angelica è una ragazza di vent’anni, rimasta sfigurata a causa di un grave incidente stradale, nel quale è morta la madre. Indossa abiti lunghi e larghi cappelli per nascondere le cicatrici agli occhi degli altri, sfugge tutti da quel giorno maledetto, ha persino il timore a varcare la porta di casa per compiere semplici attività come andare a scuola o al supermercato, poiché è continuamente soggetta ai pregiudizi delle persone che la guardano e crede possano solo provare pietà per lei.

Tommaso incontra Angelica, le scatta una foto e si innamora perdutamente di lei; ai suoi occhi la ragazza è bellissima, non ha cicatrici. Tommaso all’apparenza può risultare normale e per questo non essere giudicato per il suo aspetto fisico, ma anche lui vive un dramma personale: sta per diventare cieco a causa di una malattia degenerativa agli occhi.

Ama Angelica e continuerà a farlo anche quando le sue mani sfioreranno i solchi delle cicatrici della ragazza; trasmetterà ad Angelica la sua voglia di vivere e di non arrendersi. Grazie a Tommaso Angelica si dimenticherà di indossare il suo cappello, e a sua volta aiuterà il ragazzo quando nei momenti bui troverà in lei la sua ancora di salvezza.

I due giovani si completano a vicenda: accettare la cecità risulta difficilissimo, quasi impossibile, tanto che per Tommaso l’unica cosa per cui sembra valga la pena vivere è Angelica che lo conforta e lo aiuta ad andare avanti, e lo stesso è per lei, che solo in presenza di Tommaso riesce a sentirsi meno brutta tanto da riuscire a togliersi quel cappello che indossa regolarmente per coprire le terribili cicatrici sul volto.

Le strade dei due protagonisti, a causa di un terribile malinteso si divideranno per poi intrecciarsi di nuovo, determinando un solo destino fatto di nuove avventure e ricco di luce.

Il lettore leggendo il racconto è portato a riflettere su aspetti e valori della vita a cui molto spesso non diamo importanza.

Spesso si è portati a pensare solo a sé stessi oppure risulta difficile andare oltre le apparenze. Il tema del pregiudizio sociale emerge dalla profonda analisi psicologica dei personaggi: la descrizione delle loro sensazioni, paure, emozioni, tormenti, evidenzia come spesso chi reputa di essere normale, per cattiveria o semplice indifferenza, fa del male agli altri.

Sono stata colpita soprattutto dall’attaccamento alla vita dei due protagonisti, all’apparenza meno fortunati di tanti altri, ma in grado di dare valore ai quei piccoli gesti che per noi risultano banali e quotidiani.

La lettura del romanzo, attraverso gli occhi di Angelica e Tommaso, ci regala una nuova visione del mondo che ci circonda, quella più nascosta all’apparenza, ma più vera e autentica.

Olimpia Resta classe 4^ UB

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