Attualmente, le tecnologie nell’ambito delle comunicazioni hanno raggiunto un livello qualitativo che spazia tra l’utile e il palesemente superfluo.

Chi sta portando avanti lo sviluppo dei più avanzati mezzi di comunicazione disponibili in commercio, sta pensando ai più vari ed astrusi gadgets, le cosiddette apps, impedendo che il telefono assuma la semplice funzione di strumento di connessione tra le persone.

Adoperare uno smartphone, in molti e sempre più casi, è diventato un espediente per evitare di trascorrere del tempo in compagnia.

Lo testimonia il banale, ma frequente esempio di gruppi di giovani che passano del tempo più o meno insieme, continuando freneticamente a pigiare lo schermo dei loro dispositivi, divulgando chissà quali notizie, condividendo le più appassionanti esperienze, senza mai guardarsi in faccia.

Ovviamente, utilizzare questi apparecchi con meno ossessività, si può !!! estrapolare l’intrinseco scopo della necessità di comunicare è possibile!!!

in fondo ogni persona ha, a suo modo, il piacere nel relazionarsi con gli altri.

Oltre alle  distrazioni che il  cellulare può comportare, sono da valutare anche le  altre vie comunicative che nella nostra società sono caratteristiche della poca considerazione che tutti diamo al nostro tempo.

Internet in cima alla classifica, con le sue infinite possibilità di scelte spesso inconcludenti e senza scopo.

I social- network sono tutto tranne che  una comunità sociale: ogni singolo individuo sta regalando la sua storia non solo ai suoi “amici” del web, ma anche a chi potrebbe avere un interesse nel controllo di dati privati.

Ogni foto, ogni video… ogni like, vanno  a contribuire ad una riduzione della libertà individuale.

Sembra un processo di devastante  “conformizzazione” su modello occidentale, che non può più essere fermato.

Utopisticamente sarebbe  per me più piacevole sostituire alle e-mail, le lettere cartacee, trasformare un pò l’ansia di vedere un messaggio visualizzato, ma senza risposta, in una più mite attesa coronata dalla gioia di ricevere notizie da luoghi lontani, con la consapevolezza che quel foglio di carta che stai leggendo è giunto dopo un considerevole viaggio, impregnato della distanza del percorso.

Sfortunatamente la maggior parte della gente ha un ritmo di vita che supera ogni opportunità di godersi l’istante, e pare proprio che sia inestinguibile la necessità di  comunicare qualsiasi pensiero e, al contempo di ottenere  più in fretta possibile, un’informazione  vera  o falsa che sia, perciò le comunità umane si stanno affidando sempre con maggiore  fiducia alle intelligenze artificiali, cedendo loro anche lo sforzo, a quanto pare eccessivo, di riflettere.

Emanuele Cadoni  V M

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