”Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello.

Il teatro della nostra città pieno di persone, gli sguardi sono concentrati e incuriositi. È questa l’impressione emersa prima che andasse in scena ”Il Berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, il 14 gennaio scorso al Teatro Sociale di Como.
Opera rivisitata da Valter Malosti e ricca di aspetti innovativi, a partire dalla violenza beffarda della lingua, in una scena labirinto di trappole e gabbie. É proprio l’idea scenica di un labirinto che porta lo spettatore in un susseguirsi di situazioni che evidenziano gli aspetti caratteriali più negativi di personaggi, disposti a tutto pur di difendere il proprio prestigio sociale.
La commedia è incentrata sulla storia di Beatrice Fiorica, donna gelosa e insoddisfatta, che vuole denunciare al delegato Spano’, amico di famiglia, il tradimento del marito con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa; l’uomo è anziano e conosce dei fatti, ma tollera la situazione purché venga salvato il suo “pupo”, cioè la sua rispettabilità.
Inutilmente Ciampa cerca di evitare la denuncia di Beatrice e la storia si conclude con una situazione alquanto bizzarra, facendo cioè passare la giovane Beatrice per pazza in modo tale da conservare la rispettabilità delle due famiglie.
Il linguaggio dei personaggi è innovativo, ed è un aspetto centrale della rivisitazione di Valter Malosti che riscrive il testo in dialetto siciliano.
Un’opera che attraverso il linguaggio e la messa in scena fa divertire ed entusiasmare il pubblico, ma è anche un’opera che al tempo stesso porta gli spettatori a riflettere sul modo di vivere e di pensare della società al tempo di Pirandello. Già a partire dal titolo, infatti emerge il centro di tutta la storia: un berretto simbolo di vergogna pubblica. indossato da colui che viene beffato di fronte a tutti.
Il tradimento non è l’unico tema della commedia, ma sono esplorati anche altri aspetti sociali: il ruolo della donna o la consapevolezza del proprio rango sociale, considerato un valore predominante. Questo infatti, porterà le due famiglie ad alienarsi da forme di affetto per salvaguardare se stessi.
Stupisce anche la forma di ipocrisia che coinvolge i ceti popolari, in quanto pur essendo a conoscenza dei fatti, vogliono ignorarli.
E’ interessante vedere come la realtà venga inaspettatamente capovolta, quando Ciampa, l’uomo tradito, riesce a portare la situazione a suo favore, in modo da far accettare ‘idea che sia Beatrice ad essere una donna pazza. È proprio questo personaggio che stupisce maggiormente il pubblico.
Attraverso questo personaggio, Pirandello introduce una riflessione fondamentale e molto significativa. Secondo Ciampa, infatti, nella mente umana degli individui ci sono tre corde come quelle di un orologio: la seria, la civile, la pazza.
Per Ciampa, se prevalesse nei rapporti umani la corda pazza, la convivenza tra le persone nella società diventerebbe impossibile, poiché si scatenerebbe un conflitto costante tra gli individui. Nel mondo, come nel palcoscenico, per Ciampa noi uomini siamo Pupi, in quanto siamo sempre costretti dalle situazioni della vita ad assumere una parte, il ruolo che la società ci assegna.
Questo pensiero è fortemente attuale, in quanto anche nella società d’oggi, le persone spesso sono portate a emergere come in realtà non sono solo per piacere agli altri. Spesso abbiamo paura del giudizio della gente e dei pregiudizi che gli altri nutrono verso di noi.

Giulia Gasparini , Monica Tetteh, 5UC