Star-Wars-Episodio-VII-Il-Risveglio-della-ForzaStar Wars episodio 7 era il film che tutti aspettavano da molto tempo. Chi, eccitatissimo, comprava i biglietti per la prima due anni in anticipo. Chi manifestava il suo scetticismo, facendo notare a tutti che la pellicola è prodotta dalla Disney (ma poi l’ha guardato lo stesso). Chi, dopo averlo visto, si vendicava sugli altri scrivendo nei sottopassaggi. Chi invece era assolutamente indifferente ed è stato investito dal polverone mediatico-pubblicitario dell’ultimo mese. Io appartengo a quest’ultima categoria. Il risultato è che non sono mai uscito così deluso da un cinema. Formalmente nel film sembrava tutto a posto, ma in pratica qualcosa non andava. Procediamo con ordine.

L’inizio del film è molto promettente. I nuovi personaggi introdotti (il pilota ribelle Poe Dameron, lo stormtrooper pentito Finn e la misteriosa Rey) interessano sin da subito, e sono egregiamente interpretati. Anche il nuovo supercattivo fa già in tempo a guadagnarsi la simpatia del pubblico più “oscuro”: lo vediamo bloccare un colpo di blaster con la Forza (nemmeno Darth Vader e Yoda ci riuscivano) e massacrare successivamente un intero villaggio. Niente male come biglietto da visita. Tuttavia affiorano ben presto le prime sensazioni di deja vu. Il droide BB-8 che scorrazza tra le dune del pianeta Jakku non può non ricordare l’inizio dell’Episodio IV “Una nuova speranza”, che si apre proprio con i droidi C1-P8 e C3PO persi nel deserto di Tatooine. Altra citazione forzata sono le lunghe scene che i personaggi passano nelle bettole spaziali, tipiche della trilogia originale. Ma è con l’introduzione della Starkiller che il delirio nostalgico degli sceneggiatori diventa evidente. La Starkiller non è altro che una terza Morte Nera, molto più grande e molto più potente delle prime due. La sostanza però non cambia, tantoché da metà film in poi la trama ricalca passo per passo quella dell’Episodio IV.

La Starkiller è probabilmente il problema più grosso dell’intero film. Una nuova superarma non solo non stupisce, ma addirittura annoia. Un po’ come l’Indominus Rex di Jurassic World: dopo aver terrificato la gente con il Tirannosauro e con lo Spinosauro, per fare qualcosa di ancora più mostruoso gli sceneggiatori non avevano trovato nulla di meglio di un dinosauro OGM.

Tutta la trama che ne deriva è però ancora peggiore della semplice ripetizione. Il piano per distruggerla viene improvvisato in due minuti ed è di una stupidità disarmante. Han Solo, Chewbacca e Finn si infiltrano nella base con l’intenzione di spegnere gli scudi e liberare Rey, mentre Poe Dameron e i caccia ribelli la colpiscono da fuori. Il tutto riesce con una facilità incredibile, e la conclusione è tra le più scontate che si potevano immaginare. I caccia dei ribelli sfrecciano nel canale centrale per colpirla nel punto vulnerabile, e la Starkiller salta in aria (o meglio nel vuoto). Alla fine si ha la sensazione di aver guardato non un sequel ma un brutto remake.

08ef87347d69721ca25a0b924319dc1eAltro problema è Kylo Ren, terribilmente (ossia malamente) interpretato da Adam Driver. Come già detto, il personaggio è introdotto nella storia in maniera molto brutale. Durante il film scopriamo anche che il Sith è ossessionato dalla figura di Darth Vader e aspira ad emularlo. In certe scene invece lo vediamo devastare tutto ciò che gli sta attorno in tremendi attacchi di ira. Ed è per questo che non credevo ai miei occhi quando ho visto quella faccia da teenager sbucare fuori dalla maschera. Aldilà del suo aspetto, Adam Driver dimostra in molte situazioni di essere un pessimo attore. In tutte le scene in cui non indossa la maschera il suo volto ha sempre la stessa espressione di indifferente tranquillità. Quando, durante l’interrogatorio, Kylo cerca di entrare nella testa di Rey usando la Forza, l’espressione sul suo volto è talmente insignificante che il regista ha dovuto utilizzare suoni inquietanti per aggiungere almeno un pochino di tensione nella scena. L’inespressività assoluta stampata sulla faccia di Adam Driver è in aperto contrasto con la personalità paranoica del personaggio, tantoché Kylo Ren con e senza la maschera sembrano due persone totalmente diverse. Ma l’apice viene raggiunto nella scena dell’incontro tra genitore e figlio. Harrison Ford e Adam Driver fanno a gara tra chi è il meno espressivo. Persino quando Kylo trafigge Han Solo con la spada laser, lo fa con un’espressione che potrebbe avere qualcuno che tira il collo a una gallina, ma non certo qualcuno che sta uccidendo suo padre. La scena è talmente sotto tono che ti accorgi dell’accaduto soltanto dopo, dai ruggiti disperati di Chewbacca.

Il regista J.J.Abrams ha spiegato la necessità di questo parricidio: l’unico modo per rendere il nuovo cattivo più terrificante di Lord Fenner, era fargli uccidere uno dei personaggi più amati della serie. La domanda che mi viene è la seguente: se Adam Driver nei panni di Kylo Ren non era abbastanza terrificante, allora perché non cambiare attore? Oppure anche a Hollywood è arrivato il fenomeno raccomandazioni?

Dal giorno dell’uscita del film nelle sale dei cinema le recensioni positive sono state migliaia. “Capolavoro!”, “Film dell’anno!”, “Magico!”, “All’altezza degli originali” e via dicendo. La realtà è che la pellicola era davvero inferiore a qualsiasi aspettativa, e tutte quelle recensioni puzzano parecchio di pubblicità commissionata. La trama di Star Wars: Il risveglio della Forza non è ispirata ma plagiata dall’Epsiodio IV. Questa scelta è probabilmente stata condizionata dalle critiche alla trilogia prequel, a detta dei fan troppo diversa da quella originale. Tuttavia il risultato è un trionfo della nostalgia: i nuovi elementi sono pochi e in gran parte insignificanti, le ripetizioni sono tante e mal utilizzate. Scott Mendelson, noto critico cinematografico, è una voce fuori dal coro e ha scritto sul Forbes a proposito del film: “soffre di una sceneggiatura fatta senza cura che imita la trilogia iniziale senza nuovi contenuti, e al contempo è sovraccaricato di sequenze d’azione generiche, nostalgici richiami al passato e fan service dichiarato”.

Lo stesso George Lucas, creatore della saga, l’ha definito “un film retrò.” In seguito afferma di non aver proprio gradito lo spettacolo: “Non mi piace. Ho lavorato duramente per realizzare ogni film in modo completamente diverso, con diversi pianeti, diverse astronavi, per renderlo sempre nuovo”.

Ciononostante il grande pubblico sembra aver gradito: con 1,75 miliardi di dollari in tutto il mondo (dati del 14 gennaio) è già al terzo posto per incassi nella storia del cinema. L’obbiettivo per la Disney è dunque raggiunto. Non importa se il film è in sé mediocre, basta che si guadagni bene. E Star Wars è sempre un’occasione ghiottissima per guadagnare: bello o brutto che sia il nuovo capitolo, la gente lo guarderà lo stesso.

Nil Malyguine, classe IVUE

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