UnknownMarzo è il periodo migliore per andare in gita, moltissime classi decidono di organizzare un viaggio di studio all’estero sperando così di visitare un posto nuovo, esercitare la lingua e conoscere una cultura diversa. Difficilmente ci si aspetta di non riuscire a rimpatriare a causa di un disastro aereo.

Purtroppo è quello che è accaduto a quei 16 studenti tedeschi e ai loro due accompagnatori precipitati tra le Alpi francesi. Il pensiero degli studenti in questi momenti va a loro che, dopo uno (s)fortunato sorteggio, sono stati scelti per trascorrere qualche giorno in Spagna. Pensando alle nostre gite (passate e future) non possiamo fare altro che avvicinarci a loro, provando a condividere le loro gioie e le loro paure. Il preside della scuola tedesca ha deciso di non chiuderla, non per trascorrere la giornata a fare lezione, ma per apprendere un vero insegnamento di vita. Quei banchi domani e ancora nei prossimi giorni rimarranno vuoti, qualche fiore e qualche biglietto li colorerà, ma il silenzio dell’aula non riuscirà ad essere coperto dalle urla dell’intervallo. Si avvertirà la mancanza di una classe intera e per giorni tutta la scuola resterà sotto shock.

L’istituzione scolastica ha un grande compito nella nostra società. Non si occupa solo dell’istruzione ma anche dell’educazione dei giovani. Con “educare” si intende un concetto molto più ampio della semplice trasmissione di saperi scolastici e talvolta noiosi; si intende “tirar fuori” dalla persona quelle potenzialità che la rendono migliore e che possono migliorare coloro che le stanno accanto. Ciò che più spaventa in questo periodo è proprio la paura di non poter cambiare le cose, inizia a diffondersi un senso di abbandono e timore. Il nostro pensiero allora in questi momenti va proprio a loro, a quei giovani che sono il mondo di domani ricordando che, come diceva Nelson Mandela, “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”.

Maspero Martina

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