UnknownNegli ultimi anni  viaggiare è diventato sempre più frequente, soprattutto per lavoro. In molti ormai si spostano continuamente da una parte all’altra del mondo e ciò fa sì che le persone riescano a mettersi in rapporto con le altre e, senza che sempre ce se ne renda conto, avviene anche uno scambio di culture.

Si può affermare quindi che il viaggio sia ancora una possibilità di conoscere popoli e realtà lontane, diverse dalla nostra, da cui si possono trarre esperienze di vita.

Un ottimo metodo per viaggiare è il camper. Un mezzo che oltre ad essere comodo, può essere alla portata della maggior parte delle persone e permette di scoprire luoghi e paesaggi che nessuno ha mai visto.

Per i giovani soprattutto, può essere istruttivo fare una vacanza-studio: un’esperienza che aiuta a maturare e fa entrare in contatto coetanei con culture diverse. Ciò permette ai ragazzi di “nutrirsi” di un patrimonio di conoscenza che farà parte della loro vita per sempre.

Un esempio che si può prendere in considerazione è il testo di Ibn Battuta. Un uomo, partito da Tangeri, con l’intento di andare alla Mecca, prosegue il suo percorso visitando più di quaranta paesi, per un totale di 120000 chilometri percorsi e più di ventotto anni di viaggi. Tutti i suoi racconti sono stati messi per iscritto (non da parte sua) e raccolti in un libro intitolato “Rihla” o “I viaggi”. Questo testo ci permette di comprendere come un viaggio possa cambiare la vita e come possa arricchire interiormente.

Tuttavia, ci sono persone che pensano che viaggiare sia solo uno spreco di denaro e che ormai, grazie anche alle nuove tecnologie, sia inutile poiché ora, ad esempio, esistono mezzi virtuali che permettono di entrare in un museo senza muoverci.

Queste forme di comunicazione hanno frenato la voglia di scoprire e di partire all’avventura. Per esempio E-twinning, un social che permette lo scambio di messaggi da un continente all’altro, può essere considerato uno strumento davvero utile perché consente di chattare con un’altra persona che è a miglia e miglia di distanza. Può migliorare sicuramente l’apprendimento di una nuova lingua o semplicemente, aumentare la propria capacità di esprimersi.

È vero che compiere un viaggio comporta una spesa di denaro, ma sono davvero soldi buttati via oppure viaggiare è un investimento per noi stessi? La risposta si può trarre da “Il milione” di Marco Polo. Egli viaggiò per anni e anni solo per curiosità e per poter apprendere meglio le culture dell’Oriente antico. Vide paesi e città con una cultura totalmente diversa dalla sua, con l’intenzione di arricchirsi di conoscenza dalle persone che vivevano in quel luogo.

Viaggiare apre la nostra mente e, anche se esistono tecnologie avanzate per visitare un luogo, non sarà mai come andare sul posto e vederlo realmente. I colori, i sapori, gli odori, gli usi e costumi della gente sono unici e l’unico modo di scoprirli è proprio viaggiando.

In conclusione, come disse Marcel Proust, il vero viaggio di scoperta non consiste nel vedere posti nuovi, ma nell’avere nuovi occhi. Un’osservazione che esprime tutto il vero significato di viaggiare: rende liberi, più sapienti e fa sentire vivi.

La vita è un viaggio; ma chi viaggia vive due volte.

Federica Franchino, classe IIILA