Sfortunatamente non sono una supereroina o una principessa, non sono nemmeno un personaggio di un libro o di un film, la qual cosa avrebbe animato un po’ la nostra storia. Quell’egoista della mia ideatrice non ha voluto concedermi neanche un potere magico: ha pensato che sarebbe stato più bello se, per una volta, la protagonista fosse una ragazza perfettamente, anzi, imperfettamente normale. Invece non è bello affatto! Prima di tutto mi tocca andare a scuola quando potrei benissimo combattere il crimine e infischiarmene altamente della grammatica, della scienza e di tutto il resto. Figuriamoci se a Joker, nel bel mezzo di un combattimento, Batman chiedesse: “Qual è il minimo comune multiplo di 76 e 13?” oppure: “Quando nacque Napoleone?”. Probabilmente neppure Batman saprebbe la risposta…

Va bene, Spiderman va a scuola ed è anche molto bravo, infatti non intendevo prendere spunto da lui!?!

Oltre a questo, non sono neanche bellissima come Sissi o Cleopatra e non ho uno stuolo di ragazzi ai miei piedi. Perché non fossi troppo banale, la mia ideatrice mi ha però regalato una strana caratteristica: conosco a memoria tutti i proverbi italiani e spesso li uso quando parlo. Fino a poco tempo fa ero considerata la più saggia della classe e, quando avevano bisogno di un consiglio, i miei compagni lo chiedevano a me. Li aiutavo come potevo, ma siccome non ci azzeccavo quasi mai, adesso nessuno viene più a domandarmi nulla. Io mi consolo dicendomi: meglio soli che male accompagnati! In fondo, se tornavo loro utile unicamente per i miei consigli, che razza di amici erano? Chi fa da sé fa per tre e che si arrangino! Non è mica colpa mia se i miei suggerimenti li hanno portati a fare delle scelte sbagliate. Prendiamo per esempio Giacomo: doveva preparare una ricerca con Luca e Michele ed era agitato perché temeva che questi ultimi gli avrebbero lasciato tutto il lavoro. Gli ho consigliato di mettere in chiaro che una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. “Vedrai, funzionerà.” Il giorno della consegna della ricerca, Giacomo mi è venuto incontro inviperito: “Ho dovuto fare tutto io, perché gli altri due sono tornati a casa loro a lavarsi per bene.” Ho tentato di rimediare, ma non c’è stato verso di farmi perdonare.

Con Laura è stato peggio: mi chiedeva continuamente come comportarsi con un ragazzo che non la conosceva se non di vista, dato che prendevano il bus insieme. Un giorno le ho ho detto: “Quando la pera è matura, casca da sé.” Mi ha guardato con un punto interrogativo stampato in faccia, poi si è illuminata tutta, mi ha ringraziato un sacco di volte ed è corsa a prendere l’autobus. L’ho vista che si buttava a capofitto fra le braccia del ragazzo il quale, indispettito, l’ha mandata a quel paese. Non ci siamo più rivolte la parola.

Ci sono tanti episodi che potrei raccontare, ma penso che oramai abbiate capito il concetto. Comunque vi ho un po’ mentito: mi piace fare la vittima ogni tanto. Un’amica ce l’ho: Lisa. All’inizio non l’avevo quasi notata, tanto ero presa dagli altri compagni, ma a poco a poco ci siamo avvicinate, fino al giorno in cui mi ha confidato che in casa sua deve fare tutto lei: lavare, stirare, cucire i bottoni…

“Perché non ti fai aiutare dai tuoi fratelli, dato che i tuoi genitori lavorano?”

“Beh, ho provato varie volte a chiedergli di darmi una mano, ma siccome la nostra casa è grande non mi hanno sentito.”

“Ma non sei mai andata direttamente in camera loro a domandarglielo?”

“Figurarsi! E’ severamente vietato entrarci! Però, da dietro la porta, l’ho fatto.”

“E loro?”

“No answer. Stavano ascoltando musica e non se ne sono accorti.”

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Fatti valere, Lisa! Esigi che ognuno abbia il proprio compito da svolgere.”

Come potete immaginare, Lisa ha ottenuto ciò che voleva, la nostra amicizia si è consolidata e questo è meglio di qualsiasi superpotere.

Beh, ora non mi rimane che la classica frase finale: “Tutto è bene quel che finisce bene.”

P.S. Se a qualcuno venisse l’idea di convincere la mia creatrice a dare a me e a Lisa dei superpoteri, gliene sarei grata.

Sara del Giudice, classe II LC

Annunci