images“Siamo come nani sulle spalle dei giganti” diceva il buon Bernardo di Chartres: dovremmo imparare dal passato per proiettarci nel presente e nel futuro. Ecco una delle tante cose che mi ha insegnato la scuola.

L’Italia ha un passato, ma nessuno se ne ricorda. L’Italia è stata la Signora delle migrazioni, però che importa a noi, che crediamo di stare bene nel nostro piccolo mondo di abitudini e immobilità? Stiamo bene, questo è l’importante. Eppure, credo sempre più nel fatto che un giorno ci si pentirà di tutta questa superficialità, di questa mancanza di dubbio, di pensiero.

Ringrazio la scuola, la mia scuola – diversa da tante delle vostre – che molto mi aiuta a riflettere su quanto accade quotidianamente nel mondo, che mi insegna che prima di cadere nel vuoto verbalismo, nell’uso sconnesso di stupide parole, forse è necessario riflettere, documentarsi, essere coscienti della realtà.
Sono orgoglioso di questo, sono orgoglioso di essere più “ricco” di tanti di voi.
Cominciamo a capire quanto sta nel mondo, cominciamo a capire che se si vuole vivere bene è indispensabile farlo nel dubbio, nelle difficoltà e viaggiare incessantemente nella ricerca di qualche risposta.
Quella gente non ha fatto altro che andare alla ricerca di una risposta, alla ricerca del sapore della libertà, per la quale tanto anche l’Italia si è battuta.
Ora non fa altro che lasciarsela scappare.
Quel minuto di silenzio mi ha aiutato a crescere.

Tommaso Pellizzari, classe IVUC

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