Il romanzo Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino è un libro scritto da Christiane F. e pubblicato nel 1981 dalla casa editrice Rizzoli.
La storia narra di Christiane, una ragazzina di nove anni allegra e solare che vive con la famiglia in campagna fino a quando si trasferisce in un quartiere di Berlino.
I rapporti con i genitori non vanno, viene spesso maltrattata dal padre, che in seguito divorzia dalla madre, con la quale Christiane non riesce a dialogare. La ragazza non ha punti di riferimento né tra i coetanei né tra gli adulti. Questa situazione dura fino all’età di dodici anni, quando Christiane, spinta dal bisogno di essere accettata da qualcuno, cade nel giro della droga, incontrando Detlef, anche lui tossicodipendente, che diventerà il suo fidanzato. Insieme sono inizialmente molto teneri: Detlef è un ragazzo gentile, che l’aiuta, la difende e la rende felice. Ma la droga cambierà tutto, determinando il loro abbrutimento. Il loro rapporto si sgretolerà, nessuno dei due sarà più un sostegno per l’altro, e i sentimenti che li legavano si spezzeranno.
Il libro, narrato con un linguaggio semplice, vicino al registro degli adolescenti, con prevalenza di sequenze narrative, contiene un messaggio molto significativo: non è la droga a renderci belli e interessanti, ad aprire il dialogo con gli altri, la droga è solo un processo di autodistruzione della persona. Se si inizia non ci si dà tregua, si diventa dipendenti e le conseguenze negative sono molte: dimagrimento, malattie, crisi di astinenza, perdita di dignità, spesso anche la morte.
Il libro ha una trama avvincente, quando inizi a leggerlo ti coinvolge, ti fa entrare nella storia, c’è movimento. Ne consiglierei la lettura soprattutto ai giovani, così che arrivino a capire fino in fondo i pericoli che possono nascondersi dietro un piccolo gesto.

Daniela Angiuoni I UD