Raccontare la mafia entusiasmando può sembrare un connubio impossibile? Non è così. La classe 5^PA del Liceo Teresa Ciceri ha colto nel segno attraverso una vera e propria lezione interattiva. Vestendo i panni di professoresse per un giorno Sonia Azzan, Valentina Bianchi, Raffaella Carfagna e Sara Carbone sono riuscite a catturare l’attenzione dei più impegnativi tra gli spettatori: giovanissimi studenti di terza media. La non facile impresa ha avuto luogo lo scorso primo marzo nell’aula magna della Scuola Secondaria di primo grado “Aldo Moro” di Prestino (CO).
Grazie alla collaborazione tra la prof. Ssa Cavadini e il prof. Pietrantonio le quattro oratrici hanno approfondito l’argomento, spaziando dalle origini del fenomeno criminale a personaggi emblematici quali Provenzano, Buscetta e Falcone. A rendere stimolante l’intervento, sottofondi musicali e video. Un’atmosfera ricca di reciproche aspettative ma, una volta rotto il ghiaccio, il timore di non essere all’altezza è svanito lasciando il posto ad una brillante performance.
Il risultato ottenuto? Un totale coinvolgimento da parte dei giovani ascoltatori entusiasti di veder analizzata la mafia da una nuova prospettiva: quella del quotidiano.
«Ho iniziato a raccontare ai ragazzi il fenomeno mafioso visto con gli occhi delle nuove generazioni» dice Raffaella, soffermatasi sul rapporto giovani-mafia e sul messaggio positivo che può essere trasmesso da video-giochi studiati ad hoc. «Una preparazione lunga e intensa dal risultato emozionante» sottolinea Sara, alla quale è spettato l’arduo compito di ripercorrere le tappe storiche del fenomeno in chiave semplificata.
Un’esperienza che ha permesso di trattare un tema delicato come quello della criminalità organizzata siciliana. Un progetto perfezionato nel corso dei mesi dunque, che ha dato però i frutti sperati; «Mi ha consentito di mettermi in gioco e cambiare prospettiva», confida Sonia, mentre la compagna Valentina indica crescita e soddisfazione finale come due grandi successi conseguiti.
Se la mafia adopera l’arma del silenzio, la lotta alla mafia non può che impiegare quella delle parole; combattere l’omertà partendo dalle nuove generazioni è l’obiettivo. Un primo passo di questo tortuoso cammino è certamente stato compiuto dal team della 5^PA.

Le alunne della classe VPA

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