Avete mai sentito parlare di Eurialo e Niso? Probabilmente no. Ma spero che dopo aver letto il testo che la racconta, vogliate conoscere la loro storia. Sono due giovani troiani: la loro profonda amicizia è descritta nell’Eneide, antico poema latino scritto nel I sec a.C. da Virgilio. Nella vicenda di cui sono protagonisti, ci sono aspetti dell’amicizia che possono interessare anche noi contemporanei; il legame tra i due eroi è così intenso da portarli a correre grossi rischi per non lasciarsi soli l’uno l’altro. Non si fermano a riflettere sui reali pericoli possibili della situazione in cui si trovano, finendo così per perdere la vita.

È molto bello il modo in cui si sostengono, con coraggio, nelle loro avventure: l’impulsività  di entrambi nel non valutare i pericoli è molto comune tra i giovani di oggi, che spesso finiscono col farsi trascinare su una cattiva strada. Proprio nel canto dell’ Eneide che li vede protagonisti, Virgilio ci fa riflettere molto sul valore della vera amicizia, che purtroppo oggi è sempre più rara.

Inoltre, la vicenda di Eurialo e Niso ci dà spunti per pensare all’affetto di una madre per il proprio figlio. La morte di un figlio per una madre è un avvenimento innaturale e straziante e non c’è niente che possa consolare questo dolore: tale è l’esperienza della coraggiosa madre di Eurialo.

E anche il giovane, al pensiero di dover infliggerle una terribile sofferenza, non riesce neppure a salutarla in maniera diretta prima di partire per la sua rischiosa impresa di guerra. La descrizione di quanto accade ai due giovani troiani mi ha aiutato a meditare su valori che spesso vengono dati per scontati.

Fermatevi un istante anche voi a leggere la storia di questi due amici e non ne rimarrete delusi.

Margherita Bernasconi, Classe IILC

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