L’episodio di “Eurialo e Niso” si trova nel IX libro dell’ “Eneide”.

Eurialo e Niso sono due giovani soldati troiani, legati dalla pietas, ovvero un affetto casto; entrambi sono alla ricerca della gloria.

Nel buio della notte, l’accampamento è in silenzio e senza sentinelle che lo sorvegliano eppure i due amici aspettano impazienti il momento propizio per abbandonare il campo senza essere visti, soprattutto dalla madre di Eurialo, che sola fra le donne troiane con coraggio accompagna il figlio in battaglia.

Niso, pieno di ardore, aizza l’amico ad accogliere la sua sfida: abbandonare l’accampamento per dimostrare il suo valore; Eurialo però sembra turbato dall’idea, ma nonostante abbia dei dubbi, per amicizia lo segue.

Pur essendo il poema epico un genere letterario complesso per contenuti e stile, che i giovani non amano eccetto i pochi appassionati, invito a scoprire quanto sia bello e molto vicino a noi per tematica questo brano del poeta latino Virgilio. L’autore ci accompagna coinvolgendoci nell’avventura dei due giovani protagonisti, svelandoci a poco, a poco l’importanza del legame che li unisce e quanto giochino a loro sfavore l’impulsività, l’ardore e l’impazienza della loro giovane età. È una storia che tratta di due importanti valori: l’amicizia e il coraggio. Non ha un lieto fine, è quasi una tragedia, ma è raccontata con garbo e delicatezza.

Oggi come allora per noi giovani l’amicizia è sacra, l’amico che scegliamo è il nostro miglior confidente e consigliere, spesso gli vogliamo bene come un fratello; per amicizia ci dimentichiamo delle nostre paure e assecondiamo lo spirito avventuriero del nostro compagno pur di non deluderlo, per un amico siamo disposti a fare grandi sacrifici, prendiamo decisioni importanti senza mai ripensarci e, quando l’amicizia è forte e vera, si fa tutto insieme, si vive in simbiosi. L’amico diventa una parte integrante della nostra vita, e poiché alla nostra età viviamo ogni sentimento alla massima potenza, desideriamo che ciò che il destino riserva a uno di noi accada anche all’altro, sia nel bene che nel male. Come è successo a Niso che, pur di non separarsi da Eurialo, ha affrontato la morte. E questa è anche una grande prova di coraggio che sublima l’amicizia e la rende immortale agli occhi degli uomini. Non si è coraggiosi solo se si compiono grandi gesta; tutti noi quotidianamente siamo dei guerrieri quando affrontiamo e superiamo imprevisti, scogli e insicurezze che diventano un’impresa memorabile, per noi stessi, quando riusciamo ad abbattere i nostri limiti e a sconfiggere i nostri timori.

Concludo sottolineando, ancora una volta, la bravura e la sensibilità del poeta quando paragona la vita spezzata dei due amici ad un fiore reciso dell’aratro (per lui come il destino).

Virgilio si augurava che la sua poesia potesse durare nel tempo, il tempo gli ha reso giustizia, permettendo alla purezza di questi versi di essere ricordati in eterno.

Claudia Fazio Classe IILC

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