La ragazza di Bube è un romanzo scritto da Carlo Cassola, pubblicato nel 1960 dalla casa editrice Einaudi. E’ ambientato in Toscana, nella Val d’Elsa, più precisamente nel piccolo paese di Monteguidi, negli anni dopo la Liberazione (1946-1948).

La protagonista è Mara, una ragazza che nel corso della vicenda crescerà e maturerà diventando una vera donna: vive con il padre, convinto comunista, la madre e il fratello minore Vinicio.

Nel paesello conosce Arturo Cappellini, detto Bube o “Vendicatore”, arrivato a casa della famiglia per conoscere i parenti di Sante, suo caro amico, nonché fratellastro di Mara, morto durante la Resistenza. Tra i due giovani nasce subito un’attrazione che li spinge a fidanzarsi e a scambiarsi numerose lettere nei periodi di lontananza.

Un giorno Bube comunica a Mara di dover trasferirsi a Volterra perchè accusato di aver ucciso il figlio del maresciallo di San Donato, e quindi ricercato dai carabinieri. Mara decide di fuggire insieme al suo uomo ma quando Lidori, compagno fedele di Bube, lo avverte dell’arresto ormai prossimo, per restare fedele al partito Bube fugge in Francia.

Da questo momento in poi per Mara sarà una continua sfida con se stessa: la ragazza sarà vinta dalla voglia di sentirsi amata da qualcuno e per questo si concederà ad un giovane di nome Stefano. Ciò nonostante, sarà capace di decidere quale sia la cosa giusta da fare, ovvero restare “accanto” a Bube, qualunque sia il suo destino.

Questo romanzo presenta soprattutto sequenze dialogate, che rendono il ritmo incalzante, coinvolgente grazie anche alla narrazione in terza persona.

I personaggi principali sono Mara e Bube. Mara nella prima parte del romanzo rappresenta la classica adolescente: permalosa, invidiosa e capricciosa. Poi però, dopo essere entrata nella vita di Bube e aver conosciuto una realtà che fino a poco tempo prima l’ aveva solamente sfiorata, matura diventando una donna, costretta a dolori, a pensieri e travagli incredibili. Ecco perchè Mara è considerata un personaggio dinamico e a tutto tondo.

Bube invece appare da subito un uomo nonostante abbia diciannove anni; questo perchè, come Cassola evidenzia alla fine del romanzo, fin da bambino ha subito grandi dolori (la morte del padre), che lo hanno portato a seguire alcuni ideali che ricorrono alla violenza e alla vendetta. Anche Bube può considerarsi un personaggio a tutto tondo, perché al termine del libro si dimostra fragile ma capace di capire i suoi errori, confessandosi quasi a Mara che, come i lettori, comprende il perchè di tutte le azioni violente da lui compiute.

Questo romanzo di formazione focalizza l’attenzione su una certa realtà storica: il dopoguerra, gli anni in cui i partigiani non hanno ancora deposto le armi e i conflitti tra fascisti e comunisti  ancora accesi, fanno da sfondo ad una storia d’amore e d’avventura. Ciò rende più armonica e piacevole una lettura a tratti complessa.

Eleonora Mossi I UC

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