Intervistata nell’ambito del Convegno di studio sui disturbi mentali, tenutosi presso la nostra scuola il giorno 5 marzo 2012, la relatrice Dott.ssa Franca Lazzari ha esordito affermando che una persona sofferente ti dà una ragion d’essere e che, quando si lavora con chi soffre, ogni punto d’arrivo rappresenta un punto di partenza.
Fare l’infermiera vuol dire arricchirsi grazie alle persone malate che si hanno davanti, si conosce infatti una crescita continua sia interiore sia professionale. L’infermiera cresce col suo lavoro perché svolge assistenza diretta alle persone che hanno bisogno di salute. L’assistenza è competente, professionale, di natura tecnica, pratica, operativa. Inoltre è un’assistenza relazionale perché quella dell’infermiera è una professione d’aiuto dove la relazione fondata su quest’ultimo costituisce anche la terapia. Per definizione i malati psichici sono percepiti come fragili, bisognosi di potersi fidare oltre che sensibili e attenti ai sentimenti.
“Ogni punto d’arrivo è un punto di partenza” perché ogni volta che si raggiunge un traguardo se ne presenta uno nuovo da perseguire.

Perché solo nel 1971 anche gli uomini sono stati ammessi alla professione?
Prima degli anni ’70 vi era l’idea che l’uomo dovesse dominare la donna anche a livello professionale, per questo all’uomo era riservata la figura di medico e non quella d’infermiere. Con il passaggio dalla società tradizionale a quella moderna, completato in Italia negli anni ’70, si è ricercata la parità tra i sessi: non solo la donna si riscattava nei confronti dell’uomo, ma anche viceversa. C’è poi da considerare che, con l’istituzione degli ospedali psichiatrici, si è manifestato il bisogno della presenza di figure maschili e forti.

Qual è la formazione necessaria a svolgere tale professione?
Per fare l’infermiera serve una seria formazione: dal 1925 al 2001 era presente la scuola per infermieri professionali, dal 2001 esiste il corso di laurea per infermiere, di durata triennale. Dopo i tre anni è possibile concorrere ad un master di due livelli differenti. Il primo livello di master è quello necessario per diventare infermiere coordinatore o dirigente. Il secondo livello consiste in un master in statistica medica o ricerca.

Stefania Nava, Ester Molteni, Martina Civati