La figura professionale dell’assistente sociale è stata oggetto di riflessione nell’intervento del dott. Renato Pirisi, che ne ha descritto la funzione, l’evoluzione storica e si è soffermato sul percorso accademico finalizzato alla sua formazione. Così ha risposto alle nostre domande:

Lo psichiatra ha conservato un’ottica organicistica dopo la legge Basaglia?
Con gli studi di Sigmund Freud intorno alla prima metà del Novecento, alla visione organicistica si sostituì quella psicogenetica del disturbo, interessata allo studio dei processi che stanno alla base del disturbo mentale. Oggi lo psichiatra non solo cura i sintomi del corpo, ma integra la visione organicistica della malattia con un’ottica psicologica e socio-assistenziale. L’assistente sociale fa parte dell’équipe che si occupa di curare e di seguire il paziente psichiatrico.

In psichiatria la figura dell’assistente sociale nasce intorno agli anni ’50 con il compito di organizzare attività legate al tempo libero dei pazienti del manicomio e di tenere il malato sotto controllo per tutelare la società. Dopo la legge Basaglia tale figura ha la funzione di occuparsi della malattia del paziente per reinserirlo nella società. Inoltre attiva collegamenti tra le istituzioni e i contesti sociali, collabora nella progettazione, nella realizzazione e nella valutazione degli interventi. Ogni figura professionale si occupa di una parte della sofferenza del malato; l’assistente sociale lo sostiene nel funzionamento sociale: in caso di perdita del lavoro, della casa, delle relazioni affettive, qualora si ammali spiritualmente (Perché mi è capitato questo, proprio a me?).

L’assistente sociale collabora col TSO?
Se i pazienti non collaborano sono “ingestibili”, rifiutano la collaborazione con il Centro PsicoSociale (CPS); solitamente questo si spiega con la mancanza di consapevolezza della malattia. Dal punto di vista normativo, il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) viene disposto dal sindaco del Comune, la massima autorità sanitaria locale, su segnalazione dell’assistente sociale e su proposta motivata di un medico. Qualora il trattamento preveda un ricovero ospedaliero, è necessaria inoltre la convalida di un secondo medico, appartenente ad una struttura pubblica. La procedura impone infine la convalida del provvedimento del sindaco da parte del giudice tutelare di competenza.
Si attua dunque il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) o inserimento coatto. Con l’aiuto dei vigili e con un mandato del magistrato il malato è accompagnato nel reparto di psichiatria dell’ospedale (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e di Cura = SPDC). L’assistente sociale con un mandato del giudice dispone dei beni delle persone sole. Dato che il TSO dura massimo nove giorni, se il rientro nella normalità non funziona, è decisa una permanenza presso una struttura residenziale (Centro Residenziale di Terapia = CRT o Presidio di Comunità protette = CP).

Qual è la formazione dell’assistente sociale e dove lavora?
Il percorso accademico nel corso di laurea del servizio sociale per diventare assistente sociale ha una durata di tre anni. Questa figura professionale è presente in tutti gli enti con funzioni di ascolto, consulenza e sostegno individuale e famigliare per problematiche sociali e assistenziali: comuni, comunità per malati mentali, case di riposo, scuole d’infanzia.

Quali esperienze l’hanno condotta a scegliere questa professione?
Da piccolo i miei genitori per motivi lavorativi mi portarono in collegio, un ambiente in cui non mi trovai bene e cominciai a chiedermi perché quella sofferenza fosse toccata a me e agli altri bambini lì presenti. Perché esiste la sofferenza propria e altrui? Questo sarà il tema dei miei studi e della mia attività lavorativa.
Tra le mie esperienze più forti vi è l’assistenza alle strutture di neuropsichiatria infantile, dove ad esempio i borderline sono al 50% stranieri con alle spalle abusi sessuali in ambito famigliare.

Il dott. Parisi ha concluso il suo intervento con la riflessione che, se nella vita si vuole avere sicurezza economica e affettiva, bisogna impegnarsi in una programmazione razionale della propria esistenza, ma la felicità si può perseguire solo seguendo il proprio cuore e le proprie vocazioni.

Leo Vanessa
Mandaglio Ilaria
V SC