Il romanzo ‘Itaca per sempre’ è stato composto da Luigi Malerba, scrittore e sceneggiatore scomparso nel 2008. L’opera può essere considerata una riscrittura dell’ultima parte dell’Odissea: parla del ritorno di Ulisse a Itaca e degli ostacoli che l’eroe deve superare per risolvere le incomprensioni con Penelope.

La narrazione è fondata sull’alternanza di due voci, quelle dei due sposi, e si avvale della tecnica del monologo interiore. I personaggi sono molto diversi da come vengono descritti nell’Odissea: nel poema omerico Penelope non riconosce Ulisse, mentre nel romanzo di Malerba le basta un solo sguardo per capire di avere di fronte a sé il suo sposo. Da personaggio insignificante Penelope si eleva a protagonista, viene rappresentata come donna forte e appassionata, espressione di valori greci come la fedeltà al letto coniugale, capace di tener testa ai Proci ma anche ferita dalla scarsa fiducia che il suo sposo sembra riporre in lei non rivelandole la propria identità; con la sua intelligenza riesce a fronteggiare l’uomo più astuto del mondo, il quale, quando approda a Itaca, non è più quello che è sempre stato: da eroe di grande contegno, Ulisse diventa uomo fragile e sensibile. Penelope mette in crisi persino il figlio Telemaco, che a un certo punto della vicenda perde le proprie sicurezze: ha riabbracciato suo padre Ulisse o un mendicante qualsiasi?

Alla fine Malerba suggerisce anche una soluzione alla questione omerica, ovvero Ulisse narratore e aedo dell’Odissea, lui che aveva già narrato le proprie imprese ai Feaci.

Nel romanzo prevale una scrittura di registro medio, una prosa ricca di aggettivi. Interessante soprattutto lo sviluppo della storia mediante due diversi punti di vista: spesso Penelope pensa una cosa e Ulisse l’opposto; questa tecnica può coinvolgere qualsiasi lettore e farlo sentire come parte della narrazione.

Chiara Anzalone
I UD