La piccola protagonista de "L'uomo che verrà" da http://www.moveplayer.it

Emozionante l’assemblea d’Istituto in occasione della Giornata della Memoria 2011 durante la quale abbiamo parlato della strage di Monte Sole. La circostanza ci ha dato la possibilità di rivivere la più grande delle sofferenze che uomini e donne hanno provato a causa della follia omicida nazista.

I sopravvissuti, dopo aver perso molti familiari e aver conosciuto la morte da bambini o ragazzini, hanno avuto il coraggio di portare avanti il processo contro i fautori della strage tornando all’inferno passato con testimonianze sincere e toccanti che sono arrivate direttamente al cuore do noi ragazzi.

Siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla perseveranza dei testimoni nel voler denunciare la pazzia della più grave forma di delitto: l’eccidio. Siamo rimasti colpiti dalla forza che richiede il tener duro per sessanta lunghi anni, prima che silenzio e indifferenza s’interrompessero e si venisse finalmente a conoscenza dell’esistenza dell’ ”armadio della vergogna” che, nascosto in uno sgabuzzino della Procura militare, a Roma, conteneva tutti i documenti relativi ad una verità troppo crudele ed umiliante per qualsiasi società civile.

E’ stato interessante notare come dopo tanto tempo ogni ricordo bruciasse ancora, come fosse ancora talmente vivo da poter essere completamente condiviso, come ogni storia dei sopravvissuti entrasse nella mente con la pretesa di essere ascoltata e ripetuta, perché vera.

Dopo aver seguito con attenzione la proiezione de Lo stato di eccezione, il documentario relativo alla strage di Monte Sole, ci siamo confrontati, con il sostegno dello sceneggiatore Loris Lepri e della storica Roberta Cairoli e abbiamo ripercorso il quadro storico del periodo e sentito le motivazioni che hanno spinto diverse persone a lavorare per fare in modo che il periodo più buio della storia occidentale non venisse dimenticato, ma analizzato.

Discutendo e riflettendo abbiamo compreso che la cattiveria dell’uomo può seriamente raggiungere livelli vergognosi, che l’uomo purtroppo, in diverse occasioni, prova quasi gusto nel fare del male ai suoi simili. Abbiamo anche compreso cosa voglia dire ricercare la verità tanto da impegnarsi nel farlo, anche  quando questa può risultare scomoda. Esemplare, in questo, è stato l’atteggiamento del giornalista tedesco che ha insistito nel tentativo di far riemergere le informazioni relative al processo, nonostante i numerosi ostacoli e le notevoli difficoltà.

Ad impressionarci maggiormente però è stata l’emozione delle persone che hanno vissuto la strage sulla propria pelle, che continuano ad aver fiducia in una giustizia che è stata loro negata per anni. Ad emozionarci sono state le persone che hanno saputo spalancare gli occhi, quegli occhi tenuti chiusi con forza per non vedere, per non guardare in faccia il male che era entrato tragicamente nelle loro vite, privandoli di ogni cosa, di persone care, della loro dignità. Hanno saputo aprire la loro bocca per testimoniare, la loro mente per ricordare, i loro cuori per tornare ad amare.

I rappresentanti d’Istituto