Un disegno manga

Le persone hanno da sempre cercato di esprimere le proprie emozioni in vari modi: attraverso la letteratura, la scultura, la pittura e, a partire dal secolo scorso, anche per mezzo dell’arte grafica, di cui i fumetti sono la maggiore espressione. Purtroppo questi ultimi sono spesso vittima di pregiudizi e condanne da parte di chi li paragona, erroneamente, ai libri e da chi trova i loro disegni troppo stilizzati e lontani dalla realtà.

In occidente i fumetti hanno tuttavia riscosso un certo successo, soprattutto fra i giovani, che hanno dimostrato di preferire tre categorie differenti: quelli divertenti e distensivi, caratterizzati da uno stile giocoso, che spesso storpia completamente la realtà, come i famosi “Asterix e Obelix”, i “Puffi”, l’amatissimo “Snoopy”, gli spagnoli “Mortadelo y Filemón”…; quelli americani, riconoscibili per la trama western o per l’impiego di supereroi, che combattono contro supercattivi e per lo stile decisamente occidentale (scarsa cura delle linee di contorno e dei profili, occhi piccoli e realistici, figure statiche…), come “Spiderman”, “Batman”, gli “X-men”…; e, infine, quelli giapponesi, i cosiddetti manga, parola che, nel Paese d’origine, significa semplicemente fumetto. Questi ultimi hanno incontrato il particolare interesse di numerosi lettori in tutto il mondo, dando vita ad un fenomeno di emulazione, anche se non sempre riuscita, largamente diffuso.

I manga sono caratterizzati da uno stile proprio, derivante dalla cultura giapponese: i tratti semplici ed essenziali lasciano trasparire un’incalcolabile quantità di emozioni e di pensieri; gli occhi, in particolare, si discostano completamente dalla realtà, donando ai personaggi un aspetto astratto, ideale. Dire che i manga siano uguali a tutti gli altri fumetti, equivarrebbe ad affermare che un Monet sia uguale ad un Picasso: anche nel momento in cui le figure vengono deformate al massimo, per dar vita a disegni di massima semplicità, come nel caso dei “Puffi”, in occidente, nei manga gli elementi tendono sempre a essere teneri, carini, amabili… Nei manga si presta la massima attenzione a ogni singolo particolare, alla ricerca di una perfezione stilistica, che risulta essere in primo piano, rispetto alla trama: ciò li rende unici nel loro genere è dunque l’accuratezza nel mettere su carta le idee, nel mostrare ciò che la mente immagina.

Ogni manga può appartenere ad una categoria diversa, che si distingue non solo per lo stile e le tecniche utilizzate, ma anche per le tematiche affrontate. Le tipologie più conosciute sono i Shonen, i Shojo e i Seinen, con i corrispondenti sottogruppi riconoscibili al loro interno.

La parola Shonen vuol dire “ragazzo”, mentre Shojo corrisponde a “ragazza” in giapponese. I Shojo si limitano a parlare di amore e di problemi sentimentali e di solito le loro storie si svolgono in un ambiente scolastico. Se i protagonisti usano dei poteri magici e subiscono particolari trasformazioni, il genere viene allora chiamato “Majokko”, riferito al termine inglese “Magical Girls”. Per quanto riguarda la tipologia Shonen, essa viene considerata la più popolare ed è per lo più rivolta ad un pubblico maschile, anche se la scelta rimane pur sempre soggettiva. I Shonen sono caratterizzati da combattimenti, azione, attività sportive o storie d’avventura, nelle quali si possono riconoscere numerosi elementi di fantasia. Si può considerare “Dragon Ball” un classico esempio di Shonen. Altri più recenti di grande successo sono stati “Fullmetal Alchemist”, che racconta la storia di Edward e Alphonse, due fratelli alchimisti partiti per un lungo viaggio alla ricerca della pietra filosofale e “Code Geass”, una serie con numerosi colpi di scena incentrata sul problema della guerra e delle sue conseguenze, sia dal punto di vista dei ribelli, sia da quello di chi rimane fedele ad un’ideologia.

In “Code Geass” inoltre c’è la presenza dei robot pilotati, i Mecha, caratteristici anche della “Saga di Gundam” e di “Neon Genesis Evangelion”, uno dei maggiori successi made in Japan di tutti i tempi.

Quest’ultimo viene considerato Seinen piuttosto che Shonen. intendendo con questo un genere adatto ad un pubblico adulto poichè tratta argomenti più seri e astratti dal punto di vista psicologico.

Il manga dunque è un’arte estremamente complessa, ricca di sfumature e in continua evoluzione. Chi lo paragona ad un libro commette un grave errore perchè lo scopo del manga non è trasmettere emozioni e pensieri con le parole, ma attraverso le immagini.

Come due rette parallele, letteratura e fumetto non si incontreranno mai.

Andrea Castaneda e Roberta Maestri

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