In previsione dell’Open Day di sabato 20 febbraio, abbiamo raccolto i pareri di tre ex studenti dell’indirizzo linguistico del nostro liceo, per tastare il polso delle opportunità che il Ciceri ha offerto loro dentro e fuori le aule scolastiche

Il pregio che deriva dalla conoscenza e dallo studio delle lingue straniere è, senza dubbio, la possibilità di aprirsi ad altri mondi e culture. In particolare l’aver frequentato l’indirizzo linguistico del Liceo Teresa Ciceri si è rivelata un’esperienza estremamente formativa, poiché l’approccio disciplinare risulta duplice: non si riceve una mera conoscenza sul piano linguistico, ma anche  un approfondimento sul versante letterario delle lingue stesse.

Se da un lato, infatti, la conoscenza linguistica risulta proiettata verso l’attualità ed è, dunque, direttamente e concretamente spendibile, dall’ altro non si dimentica mai di guardare al retroterra culturale che le varie lingue portano con sé. Inoltre le numerose discipline affrontate nel corso dei cinque anni di studio rappresentano un ricco ventaglio di risorse attraverso il quale ampliare conoscenze ed esperienze educative utili a formare una personalità intellettualmente aperta.

Daniela Barresi

Fin dal primo impatto, l’indirizzo linguistico si è dimostrato un corso capace di formare adeguatamente i ragazzi che si affacciano alla vita, proiettandoli direttamente verso il loro futuro, qualunque esso sia: l’indirizzo che ho scelto è infatti la porta più diretta per affacciarsi tanto sulla carriera universitaria, quanto sul mondo del lavoro. L’approfondita conoscenza delle lingue, unita ad un’infarinatura di materie scientifiche, offre una preparazione completa sotto tutti gli aspetti, e si presenta anche come valida alternativa per chi non avesse ancora un’idea precisa di cosa voglia fare dopo il liceo. La preparazione professionale e umana dei professori mi ha aiutato a scegliere un percorso del quale posso dirmi estremamente soddisfatto: una serie di scelte giuste che affondano le proprie radici nel Ciceri.

Riccardo Volonterio

Ed ecco che sul finire della terza media ci si trova davanti alla prima scelta importante per il proprio futuro: la scelta della scuola superiore, a mio parere, da compiere in maniera conscia e responsabile.

C’è chi rimanda fino all’ultimo la decisione, chi segue l’amica, chi si informa su tutti i licei della zona senza riuscire a scartarne uno e chi già da molto tempo ha le idee chiare. Io ero una di quelle. Sapevo che avrei voluto imparare le lingue, per poter viaggiare e conoscere le culture e le mentalità, ma ancora non sapevo che si poteva capire molto di tutto ciò dal semplice dato linguistico.

Ho trascorso 5 anni meravigliosi all’Istituto Magistrale Teresa Ciceri, porto con me i ricordi di tante risate, i momenti felici con la classe e i professori, lo studio e le tante soddisfazioni che ne sono derivate. Non solo gli affetti: mi è rimasto quello che ho imparato, quello che mi hanno insegnato e che ancora oggi mi serve nello studio, come nella vita. Un liceo linguistico, sì, ma con un’ampia apertura anche verso il campo scientifico, che per alcuni può significare un piacevole stacco dall’area umanistica. La preparazione che ho ricevuto è stata quindi molto varia e completa, il percorso intrapreso mi ha dato la possibilità di aprirmi alle diverse discipline ed interessarmene.

Ma in quella scuola, soprattutto, è cresciuto il mio interesse verso le lingue, la bellezza delle conversazioni con gli insegnanti madrelingua e il fascino della letteratura in lingua originale mi hanno coinvolta tanto da proiettare questa mia passione nella scelta degli studi universitari.

Tra pochi giorni mi laureo in Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, con la consapevolezza di aver portato con me, nel cammino accademico, quel bagaglio culturale e scolastico che ho riempito nel corso degli anni al liceo. Concludo consigliando il Teresa Ciceri per la qualità e la varietà dell’insegnamento, che prepara gli studenti a 360 gradi, anche in previsione di scelte universitarie differenti dal percorso linguistico.

Giulia Ciceri