Una scena del film (artelabonline.com)

Il Cammino della Speranza, un film in bianco e nero di Pietro Germi, affronta il tema dell’emigrazione.
Tutto ha inizio durante il secondo dopoguerra, quando un gruppo di poveri minatori siciliani rimane disoccupato in seguito alla chiusura della zolfatara dove lavora in condizioni miserevoli. Un uomo d’affari giunge con cattive intenzioni nel villaggio di Favara, dove vivono i protagonisti, e propone loro un espatrio clandestino in Francia in cambio di una consistente somma di denaro. I minatori, attratti dall’idea del nuovo arrivato, vendono tutti i loro beni, consegnando così all’ uomo la somma richiesta per la partenza. Questi però si rivela un truffatore, uomo delle false promesse, e abbandona il gruppo nella stazione di Roma. Interviene la polizia che arresta tutti i siciliani, e dopo lunghi interrogatori li obbliga a ritornare a Favara entro 3 giorni. Ma i nostri protagonisti decidono di continuare il viaggio, affrontando una serie di peripezie lungo il cammino verso la terra promessa.

Germi, il regista del film, sembra accogliere il modello di un cinema incentrato sul rispecchiamento fedele della realtà, colta nei suoi aspetti di più dolente sofferenza umana generata dall’ingiustizia sociale. Egli contamina i canoni narrativi e stilistici neorealisti con suggestioni e riferimenti di diversa provenienza, che si connettono alla letteratura verista, alla tradizione popolare orale e folcloristica (canzoni popolari e balli collettivi), alla raffinata composizione dell’immagine (presente soprattutto nelle inquadrature iniziali) e ad un significativo umanitarismo universale.

Il Cammino della Speranza è un film molto istruttivo e, pur essendo stato girato nel 1950, risulta attualissimo. Grazie a questa pellicola, possiamo conoscere l’Italia degli emigranti e comprendere la sofferenza dei nostri connazionali costretti ad abbandonare le loro terre e a subire i pregiudizi e i soprusi dei Paesi ospitanti. Oggi la situazione si è capovolta: è l’Italia la meta di tanti immigrati sottoposti a maltrattamenti, offese e discriminazioni razziali. Forse riflettere sul dolore di chi si mette in gioco per raggiungere migliori condizioni di vita – ieri e oggi, in Italia o nel resto del mondo – può aiutarci a intraprendere un cammino che incrocia quello della speranza: il cammino dell’accoglienza.

Anna Carola Benzi
Jennifer Greppi
Camilla Leoni
1 LA

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