Una performance di Linda (www.racephotosport.it)

Nella nostra scuola c’è una piccola “principessa” della ginnastica ritmica: la giovane Linda Vecchiato, 14 anni compiuti pochi giorni fa, studentessa di I PD, milita niente meno che in serie A! Modesta ma determinata, snella e agile come un uccellino, ci ha concesso una piacevole ed interessante intervista.

Linda, quando hai cominciato a praticare questo sport?
All’età di sei anni i miei genitori decisero di farmi seguire dei corsi di nuoto, ma questa disciplina non mi entusiasmò fin dall’inizio. E’ stato mio padre ad incoraggiarmi a tentare la via della ginnastica. Attraverso alcune sue conoscenze sono entrata così a far parte della Ginnica96, a Senna, dove seguivo il corso di ginnastica artistica. Sono riuscita ad ottenere buoni successi fino ad arrivare al livello agonistico. Scoraggiata dal mio fisico, non adatto a quella specialità, dietro suggerimento della mia istruttrice sono passata alla ginnastica ritmica nella stessa società. Successivamente, sono stata notata ad un provino della Ginnastica Comense e, finalmente, quest’estate dopo quattro anni di buoni risultati e duro lavoro sono entrata in Nazionale.

Immaginiamo che tu debba allenarti molto: quanto tempo dedichi alla preparazione?
Sicuramente il mio sport è molto impegnativo, occupa gran parte della mia giornata. Mi alleno tutta la settimana, tranne la domenica, dalle tre alla cinque ore quotidiane.

Ancora Linda in gara

Scusa l’intromissione, ma tutto ciò non ti pesa? E soprattutto, come riesci a conciliare lo studio, la tua vita privata e lo sport?
Certo, essendo la ritmica uno sport impegnativo e faticoso, a volte tanto lavoro costa altrettanti sacrifici. Tuttavia cerco sempre di mantenere tutti i miei impegni non solo sportivi, ma anche scolastici, ai quali mi dedico quotidianamente dopo gli allenamenti: infatti ho buoni risultati anche in quest’ambito. Per quanto riguarda la mia vita privata mi sono abituata a fare delle rinunce. Ad esempio, la domenica vorrei uscire e trascorrere del tempo con le mie amiche, e invece molto spesso devo portarmi avanti con i compiti della settimana: è l’unico modo per far combaciare tutti i miei impegni. Nonostante tutto ciò sia faticoso, nutro una così forte passione per questo sport che non riuscirei a farne a meno.

A scuola come viene considerata questa tua passione? I professori ti agevolano in qualche modo?
Dalle mie compagne mi sento dire spesso di essere pazza, ovviamente in modo scherzoso. Per quanto riguarda il rapporto con i miei professori, vengo trattata come ogni altro alunno, senza “sconti” di alcun genere: comunque cerco di partecipare attivamente ad ogni lezione.

Come sono organizzati gli allenamenti?
Iniziamo con 15 minuti di riscaldamento seguiti poi da un potenziamento soprattutto di gambe e schiena; il vero e proprio allenamento consiste in esercizi con la musica e con gli attrezzi. Il mio attrezzo preferito è il nastro, sebbene quest’anno non sia inserito nel programma delle gare di serie A, che si concentra invece su fune, palla, clavette e cerchio.

Ma ti alleni anche in estate?
Sì, la mia società ci fa allenare fino alla fine di luglio e ci lascia quindi come periodo di vacanza il mese di agosto; purtroppo però i miei genitori hanno le ferie a luglio, quindi per recuperare il “ tempo perduto” la mia allenatrice mi ha fatto svolgere allenamenti individuali ad agosto. D’estate, oltretutto, la preparazione è più pesante, poiché non essendoci gare previste in quel periodo, ci concentriamo sul potenziamento e sul miglioramento generale delle nostre capacità, e non su un solo esercizio.

Che rapporto hai con le allenatrici?
Essenzialmente ho un buon rapporto, ma come a tutti, anche a me capitano le “giornate no” , in cui dato il mio pessimo umore sono demotivata e perciò non riesco a svolgere alcuni esercizi; in questi casi le mie allenatrici mi rimproverano e me li fanno rifare fino a che non li ho svolti correttamente. Nonostante il loro perfezionismo sono abbastanza comprensive.

Che rapporto hai con il cibo? Segui una dieta particolare?
Non seguo diete precise, ma un’alimentazione adeguata, mangiando poco e bene, evitando soprattutto le “schifezze” che di solito piacciono a noi ragazzi. Le mie allenatrici in palestra ci pesano regolarmente e alcune mie compagne sono spesso sollecitate a mangiare di meno e “costrette” a prendermi come esempio in quanto il mio corpo incarna lo stereotipo della ginnasta di serie A; questo per me non è qualcosa di cui vantarmi, ma solo una fortuna. Durante l’allenamento possono capitare momenti in cui manca l’energia: le allenatrici allora ci consigliano di mangiare barrette energetiche.

In futuro potremo quindi dire di aver conosciuto una prodigiosa ginnasta?
Io mi impegnerò ad ottenere buoni risultati: spero di avere in futuro una bella carriera nella ginnastica ritmica di serie A.

Roberta Magistri e Gloria Malgesini
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