Cicerone modera un dibattito tra due personalità dell’attuale panorama socio-politico italiano

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CICERONE: ”Per le nostre colpe, non per un caso, noi conserviamo lo stato solo di nome, nella sostanza, invece, lo abbiamo perso già da tempo. La situazione è chiara: cessato il timore di un nemico esterno, raggiunto un grado di benessere elevato, le società avanzate implodono per corrosione interna, dilaniate dai conflitti tra bande, dimentiche che gli interessi della repubblica devono prevalere”.

La crisi politica italiana consiste proprio nel cercare di arginare e indirizzare una realtà che sta sbriciolando sotto i nostri occhi tutti i punti di riferimento teorici e politici. A questa crisi il governo ha reagito proponendo alleanze tra fazioni politiche opposte, e formule di alterna fortuna che a poco servono. Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Do il benvenuto al vicepresidente del consiglio Matteo Salvini e al presidente dell’INPS Tito Boeri.

Di recente il presidente dell’INPS, qui presente, ha annunciato che chiudere le frontiere ai migranti sarebbe una scelta insensata e stupida. Presidente Boeri, ci parli di questa sua affermazione e ci illustri i motivi.

TITO BOERI: La chiusura delle frontiere ai cittadini extracomunitari fino al 2040 potrebbe costare alle casse dell’Inps 38 miliardi. Con la chiusura delle frontiere agli immigrati fino al 2040 avremo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate agli immigrati con un saldo netto negativo di 38 miliardi. Insomma, una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo. Una classe dirigente all’altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale.

CICERONE: Cosa risponde lei, invece, vicepremier dell’attuale governo, alle parole di Tito Boeri?’

MATTEO SALVINI: L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste “risorse” che ci dovrebbero pagare le pensioni.

CICERONE: Signor ministro lei fa riferimento ad un fatto di cronaca isolato, la invito a restare sul tema del dibattito.

MATTEO SALVINI: La sigla INPS non significa Istituto Nazionale della Previdenza Stranieri! Piuttosto che aprire le frontiere, con questo governo aumenteremo il tasso di natalità e agevoleremo le famiglie, così da avere dei lavoratori italiani migliori rispetto a quelli stranieri delinquenti.

TITO BOERI: Se aumentassimo la natalità, come propone lei, ministro, ne vedremo gli effetti solamente tra una ventina d’anni; mentre assumendo immigrati giovani potremmo iniziare a incassare contributi fin da subito.

MATTEO SALVINI: Lei è un pazzo! Non tiene conto dei milioni di euro che l’Italia pagherebbe se accogliesse i migranti.

TITO BOERI: Secondo una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Le Scienze, in cui venivano analizzate le economie di 15 paesi dell’Europa occidentale, gli immigrati provenienti dall’ex Jugoslavia nell’arco di vent’anni iniziano a produrre ricchezza e ad abbassare il tasso di disoccupazione. I dati mostrano che vengono spesi solo tre miliardi per accoglierli e che dopo solamente due anni fino ai sette anni i migranti producono un totale di sette miliardi di euro all’anno.

CICERONE: I nostri ospiti conoscono bene le armi della dialettica! Mi dispiace interromperli, ma il tempo a disposizione è scaduto. Purtroppo questi media moderni non ci lasciano sempre lo spazio necessario a sviscerare tutte le questioni!

Lasciano la riflessione ai nostri ascoltatori e cittadini: è meglio avere pensioni più ricche, ma vivere insieme ai migranti o avere pensioni più povere, ma vivere senza migranti?

Ubi maior minor cessat.

Ulisse Viapiana 4^UA

 

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