L’ITALIA SOPRAVVIVERA’ AL VIRUS KILLER?

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La diffusione del nuovo Coronavirus Sars-CoV-2 ha portato l’ emergere di alcune preoccupazioni riguardanti il futuro dell’economia nazionale: le previsioni di partenza del 2020 stimavano una crescita del PIL dello 0,4% soltanto e gli effetti del virus sulla produzione cinese hanno causato una frenata a catena dei mercati mondiali.

Secondo i dati forniti da Ref Ricerche, un istituto di ricerca nel milanese, il prezzo che l’Italia dovrà pagare sarà salato: “Gli effetti economici sono legati all’evoluzione dell’epidemia e questo spiega l’incertezze sulle prospettive”. Secondo la valutazione degli esperti, considerando gli impatti diretti della diffusione del virus sulle regioni italiane, l’epidemia e le misure adottate per contenerla causano un minor PIL compreso tra i 9 miliardi e i 27 miliardi: Lombardia e Veneto, le due regioni del Nord Italia dove sono situati il maggior numero di infetti, contano da sole più del 31% del PIL italiano, dunque anche solo una contrazione del 10% di queste due regioni comporta una diminuzione del 3% di quello nazionale.

I dati appena forniti motivano la paura degli Italiani: dalle ricerche condotte dall’Osservatorio Swg, emerge che il 44% della popolazione teme di perdere il lavoro a causa degli effetti della diffusione del virus e il 53% afferma che la propria attività subirà senza alcun dubbio conseguenze negative.

Gli Italiani risultano essere particolarmente contrari alle decisioni prese dalle nostre istituzioni sanitarie sul modo di gestire la crisi che ha investito la nostra nazione: il 68% denuncia la scarsa coordinazione tra governo e regioni, perché hanno agito senza considerare l’enorme danno economico che si sarebbe potuto scagliare sull’economia italiana; il 55% è fermamente convinto che i danni economici odierni sono già molto più gravi rispetto a quelli che sarebbero potuti scaturire a seguito di una maggiore diffusione del virus.

Sono soprattutto le regioni maggiormente interessate dal Coronavirus a temere il peggio:in Lombardia sono 6000 i lavoratori fermi, collocati tra Milano, Cremona e Bergamo; il segretario generale del Film Cisl Andrea Donegà ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati. Per fare un bilancio attendibile sugli effetti dell’occupazione dell’industria manifatturiera lombarda dobbiamo attendere almeno un paio di mesi, ma i primi segnali sono allarmanti. Sicuramente la catena globale del valore, di cui le imprese italiane, e le lombarde in particolare, sono ben inserite, subirà dei pesanti contraccolpi che avranno forti ripercussioni sulla tenuta delle nostre imprese.”.

Il primo settore ad aver subito una forte penalizzazione è pero senza dubbio quello turistico, come ha spiegato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca: “il danno di immagine si è già trasformato in danno economico”.

La posta in gioco è molto alta. Basti considerare che di solito nei mesi di febbraio e marzo gli esercizi italiani ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per 40 milioni di pernottamenti. Non siamo in bassa stagione: per alcune aree del Paese, questo è un periodo di intensa attività.” In Veneto le prenotazioni cancellate hanno toccato picchi del 90%, mentre in Friuli circa dell’80%. La percentuale delle prenotazioni a Torino e provincia si attesta tra il 50% e il 60%: Federalberghi stima un calo del fatturato da 1,5 milioni a 2 milioni di euro soltanto nella prima settimana di emergenza.

Nonostante le pesanti ripercussioni economiche della dichiarata situazione di emergenza, l’Italia appare tuttavia molto più pronta ad affrontare l’epidemia, essendo uno dei Paesi “ricchi” e industrializzati.

Disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici, di piani terapeutici che in passato erano inimmaginabili, i quali consentono di adottare le necessarie misure di prevenzione al rischio. Era impensabile anche la possibilità di condividere in tempo reale i dati emersi in diversi Paesi e i risultati delle ricerche effettuati in ciascuno di essi.

La maggior parte dei progressi appena elencati sono legati al fenomeno della globalizzazione: grazie al libero mercato, all’innovazione tecnologica e alla cooperazione economica globale siamo forniti di strumenti per prevenire e contrastare la diffusione del virus. Non dobbiamo dunque farci intimorire da questo fenomeno, ma dobbiamo essere stimolati a sfruttare le risorse e le capacità di cui disponiamo per vincere questo problema: le malattie con un alto tasso di trasmissibilità esistono da sempre e l’uomo ha sempre lottato contro di esse. Questo deve servirci da stimolo a non lasciare che paura e panico prendano il sopravvento: alla luce dei dati forniti da telegiornali e dalle testate giornalistiche apprendiamo che il virus non sia da sottovalutare, ma che esso non debba nemmeno intimorirci a tal punto.

I dati ci dicono che il tasso provvisorio di letalità mondiale del virus si aggira intorno al 3,4%.

Resta comunque relativamente bassa la mortalità (decessi in rapporto alla popolazione, mentre la letalità è il rapporto tra morti e contagiati).

Pur trattandosi di un virus estremamente contagioso, le conseguenze più gravi sono nella gran parte dei casi a carico di persone con condizioni mediche già compromesse.

Non bisogna perciò nutrire un’eccessiva paura di contrarre questa nuova forma di Coronavirus che, nei primi giorni di diffusione della malattia, ha originato una psicosi e un’ isteria di massa: i supermercati e le farmacie del Nord Italia sono stati completamente svuotati di mascherine e di igienizzanti per le mani. Questi comportamenti non contribuiscono certamente a migliorare la condizione italiana; proprio per questo reputiamo sia fondamentale informarsi riguardo al virus, avvalendosi di fonti affidabili e valide. In vista dei dati emersi, l’Italia non può permettersi di lasciarsi dominare dall’isteria e dalla paura ingiustificata, ma, al contrario, necessita di riflessioni razionali per poter sfruttare al meglio le risorse di cui disponiamo per arginare non solo il virus, ma anche la paura che sta completamente bloccando l’Italia.

Giorgia Apicella, Martina Porro, Carlotta Trivini Bellini, 4 UC

Fonti:

Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro, “Il coronavirus e la globalizzazione”,  www.brunoleoni.i , 25/2/ 2020

Valentina Errante, Coronavirus, Oms: “Il tasso di mortalità è del 3,4%, più dell’ influenza”, http://www.ilmessaggero.it, 04/03/20203 

“Isteria da Coronavirus: saccheggiati i supermercati della Lombardia”, http://www.globalistsyndication.it, 23/03/2020

Massimiliano Jattoni Dall’Asén, “Coronavirus: il 10% delle aziende italiane in default (se l’emergenza non si ferma entro l’anno), www.corrieredellasera.it, 02/03/20205

Stefano Olivari, “Coronavirus e recessione, ecco come si può aumentare il deficit secondo le regole Ue”, www.repubblica.it, 07/03/2020