Il Liceo delle scienze umane incontra Gherardo Colombo “sulle regole”

Uguaglianza e libertà

Classe IIUC

Il 30 novembre 2017 abbiamo assistito ad una teleconferenza presso il cinema di Montano Lucino che è stata trasmessa in via satellitare in tutta Italia.

Nella conferenza l’ex magistrato Gherardo Colombo ha parlato dell’importanza delle regole, dell’uguaglianza e della libertà. Per prima cosa Colombo ha definito la libertà come presupposto dell’uguaglianza. Secondo lui la libertà dipende dal sapere e infatti si va a scuola per essere liberi. Nell’ottica comune si pensa che le regole limitino la nostra libertà, invece servono a poterla esercitare meglio, perchè senza il rispetto delle regole da parte di tutti non si è veramente liberi.

Gherardo Colombo ha spiegato che è uscito definitamente dalla magistratura nel 2007 per andare a parlare nelle scuole e per informare i ragazzi. Per conoscere, infatti, secondo lui è necessario essere informati. Colombo ha anche parlato del ruolo della tecnologia che provoca ineguaglianza perchè ha dato a molti l’opportunità di non pagare le imposte, ha permesso di sviluppare alcuni posti di lavoro nuovi, facendone perdere però molti altri. La tecnologia, dunque ha favorito la globalizzazione sia dell’informazione sia dello sviluppo economico di alcuni settori creando profondi squilibri, inoltre la tecnologia permette la circolazione di informazioni non corrette e quindi è necessario che le persone sviluppino un senso critico che solo la cultura è in grado di fornire.

Nella Costituzione italiana l’uguaglianza viene trattata nell’articolo 3 che sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Uguaglianza vuol dire pari dignità, infatti per la legge le differenze di ciascuno non devono essere discriminatorie.

Colombo dice dunque che il sapere è il presupposto per essere liberi, ma che poi libertà vuol dire saper scegliere tra la via giusta, che rispetta le regole e la “scorciatoia”, che è la via più semplice, ma che poi si rivela non rispettosa delle regole condivise, dunque è fondamentale che ognuno cambi la propria mentalità. Il cambiamento della società nasce dalle scelte di ciascuno. “Si cambia se ognuno riflette su se stesso”

Durante la teleconferenza è intervenuto anche Pif, regista ed attore del film “La mafia uccide solo d’estate”. Pif con ironia e attraverso le immagini del suo film, ha spiegato cosa succede quando le regole dello Stato non vengono rispettate. In particolare ha fatto vedere che, quando a Palermo moriva qualcuno, si tendeva a dare responsabilità ad altri piuttosto che alla mafia. Pif ha anche mostrato le immagini del funerale di Paolo Borsellino e della sua scorta. Gli omicidi di Falcone e Borsellino hanno risvegliato le coscienze dei palermitani rendendoli consapevoli insieme a tutti gli italiani della necessità di combattere la mafia per continuare l’opera iniziata dai due magistrati, la loro “lotta” iniziata proprio per tutelare la nostra libertà, ossia la possibilità di essere se stessi e di differenziarsi dagli altri, senza subire imposizioni arbitrarie. La libertà dei singoli è, infatti, il presupposto della democrazia, mentre il presupposto della libertà è la conoscenza. Inoltre la nostra Costituzione dall’articolo 13 in poi stabilisce i diritti di libertà e li circonda di numerose garanzie. Tali diritti sono manifestazioni di un più generale diritto: quello di non interferenza da parte di altri e neppure dello Stato nell’esercizio delle fondamentali attività umane. Tuttavia la Costituzione può soltanto stabilire le condizioni giuridiche di una società libera, ma che essa lo sia effettivamente dipende solo da noi.

Per riflettere sulla complementarietà di questi due termini occorre pensare alla libertà come a una categoria del sociale, come a una condizione che l’uomo può raggiungere vivendo insieme ad altri uomini, non come concetto assoluto, decontestualizzato o astorico.

Secondo Colombo infatti è necessario uscire dalla convinzione che la libertà sia uguale alla sopraffazione poichè la libertà degli altri concorre a rendermi libero.

Nel corso dell’evento è stato anche riservato spazio alle domande provenienti dai cinema collegati che hanno riguardato temi come l’eutanasia, la religione e la libertà di espressione.

I dati relativi alla partecipazione (circa 80.000 studenti nelle prime 4 edizioni), la quantità di commenti positivi espressi dai ragazzi e il confronto con i docenti, confermano come l’evento annuale “Sulleregole” sia notevolmente apprezzato e si sia ormai attestato come un punto fermo, un’attività integrata nella programmazione didattica di centinaia di istituti. Un’occasione per approfondire, confrontarsi, emozionarsi e crescere come cittadini più consapevoli dei propri diritti e delle proprie responsabilità, un’occasione per chiederci come siamo messi, oggi, in relazione a queste due condizioni necessarie al cittadino libero e democratico.

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