“La manutenzione dei sensi”

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“La manutenzione dei sensi” è un romanzo scritto in modo semplice e scorrevole, ma contiene comunque un significato sul quale bisogna rimanere a riflettere, parla infatti della sindrome di Asperger, una condizione non ancora chiara nemmeno ai medici.

I protagonisti sono Leonardo, un uomo che ha perso la moglie e che si è ritrovato da solo a crescere la figlia Nina. Quest’ultima, una volta cresciuta, tra i via vai della sua vita movimentata e piena di impegni, un giorno porta a casa un bambino dall’orfanotrofio dove la madre andava a fare volontariato, Leonardo inizialmente accetta pensando che sarà un affido momentaneo, ma col passare del tempo capisce che il bambino, di nome Martino, rimarrà con loro, dato che nessuno, nemmeno le istituzioni, sembra ricordarsi del suo caso.

Nina si trasferisce per un’occasione professionale irrinunciabile in America e Leonardo decide di andare ad abitare con Martino in una grande casa sulle Alpi piemontesi, abbandonando la triste vita milanese. La casa era anche il sogno della moglie di Leonardo e viverci riporta una certa quiete nell’animo di lui: si ambienta subito a questo nuovo contesto di vita, dove “ciò che manca bisogna inventarlo”, queste sono le parole di Augusto, un montanaro locale che entra in sintonia con Martino, poiché condividono gli stessi silenzi e il bisogno di allontanarsi dal “fracasso” cittadino. Martino impara così a lavorare la terra e a costruire utensili mentre Leonardo esce tutti i giorni per recuperare se stesso in lunghe passeggiate tra i boschi.

Una volta diventato maggiorenne, Martino avrebbe potuto scegliere cosa fare della sua vita, e inizialmente voleva andare a studiare all’estero; alla sua festa dei diciotto anni fa un regalo a Leonardo, gli dice che non si sarebbe allontanato da lui e che avrebbe proseguito gli studi in una scuola locale, così sarebbe potuto andare a trovarlo spesso.

Questo è un libro che tratta un argomento delicato come la sindrome di Asperger con toni leggeri e facili da comprendere, perciò consiglierei il romanzo a chiunque voglia perdersi tra i particolari delle montagne e per chi sia incuriosito o affascinato da questa sindrome e voglia conoscerne meglio i sintomi e le manifestazioni.

Martina Montanelli, Classe IIIUE

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