Testimone oculare

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immagine segrèLa senatrice Liliana Segrè, signora distinta, donna lucida, diretta, granitica. Nata a Milano il 10 settembre nel 1930 da una famiglia di origine ebraica. Nel 1938 lei ed i suoi parenti vennero colpiti dalle inqualificabili leggi razziali emanate dal regime fascista . Con l’ inizio della guerra  e  l’ intensificarsi delle persecuzioni razziali, nel dicembre del 1943, quando il Nord Italia era occupato dalle truppe tedesche, Liliana Segrè e la sua famiglia cercarono di raggiungere invano la vicina Svizzera senza successo.

Il 30 Gennaio 1944, a soli 13 anni, insieme alla sua famiglia, venne deportata verso il campo di sterminio di Auschwits, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio.

In questo luogo infernale, venne immediatamente separata dal padre e fu mandata a lavorare presso la fabbrica di munizioni Union, di proprietà della Siemens. Riuscì a liberarsi da quel luogo tetro e buio solo nel Maggio 1945. Fu una dei soli 25 italiani di età inferiore ai 14 anni deportati nei lager nazisti a sopravvivere, su un totale di 776 fanciulli costretti a fare esperienza della “bestialità” umana.

Dopo la guerra, Liliana Segrè si costituì una famiglia e non parlò mai pubblicamente della sua deportazione, fino agli anni ‘ 90.

Solo a partire da questa data in poi iniziò ad intervenire pubblicamente sull’ argomento, divenendo testimone prezioso anche a nome di chi, volendo dimenticare le atrocità subite, non aveva  mai sentito l’ esigenza di raccontarsi e di raccontare tali atrocità.

Il 19 Gennaio 2018 la signora Liliana Segrè è stata nominata senatrice a vita per volere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella non a caso ad 80 anni dalla promulgazione delle disumane leggi razziali. La sua nomina è stato un segnale importante in una fase storica come la nostra di disinvolte smemoratezze, d’ ignoranza diffusa, d’ irresponsabili e volgari  slogan da stadio, di fantasmi che aleggiano sinistri sulla vita pubblica e si fanno spazio con parole d’ odio, d’ intolleranza di cui non ci si vergogna affatto. La stessa senatrice ha espressamente affermato in un’ intervista di : “ provare i brividi nel leggere parole feroci con cui persone inqualificabili la bersagliano su internet solo per il suo impegno civile”. Questa espressione dà vigore e sostanza a quanto Primo Levi scriveva solo qualche anno prima“ Auschwitz è fuori di noi ma è intorno a noi. La peste si è spenta ma l’ infezione serpeggia”. Il suo personale impegno nasce dalla convinzione di dover ricordare continuamente alle generazioni presenti e future quello che è stata la storia, gli effetti deleteri che la stessa ha prodotto. Oggi più che mai si fa sempre più urgente sensibilizzare l’ opinione pubblica sugli atteggiamenti di intolleranza insopportabili che sovente si registrano nella nostra quotidianità. La senatrice, ha da subito sentito l’ esigenza di presentare in senato una mozione per istituire una commissione straordinaria contro odio, razzismo ed antisemitismo. Il giorno 30 Ottobre 2019, l’ aula del senato ha approvato con 151 voti favorevoli e 91 astenuti, l’ istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e di razzismo . La commissione razzismo servirà per vincere contro gli “ odiatori seriali” afferma la stessa  sig.ra Liliana Segrè. L’ istituzione è importante per cominciare a ricucire il tessuto sociale e civile di questo paese. Un’ amara sensazione permane nelle coscienze nell’ aver constatato l’ atteggiamento dei 98 senatori astenutisi che hanno giustificato il loro atteggiamento  ammantandolo, in modo immotivato, di un particolare colore politico. Contro ogni ipotesi che screditi l’ esperienza umana di questa donna si può affermare con certezza che la sig.ra Liliana Segrè è difficilmente plasmabile dai diversi leader politici, si muove in totale autonomia sulla scorta dell’ assoluta sua esperienza umana ed è da considerare un faro di lucidità, di equilibrio, uguaglianza e rispetto reciproco, di amore e di vita oltre ogni espressione di morte come lei stessa ci ricorda in queste fulgide parole: “ Bisogna vivere ed essere forti, lo dico sempre ai ragazzi che incontro quotidianamente. Anche la marcia della morte si può trasformare in marcia della vita se si hanno la forza ed il coraggio di resistere”.

In questi tempi bui che brilli dunque la luce della verità storica e ci si comporti da cittadini consapevoli.

Butti  Dyana (4LC)