Il tema del viaggio è stato a lungo trattato da molti pensatori: al giorno d’oggi, con il fenomeno delle migrazioni e degli sbarchi di migranti tanto contestati, viene naturale relazionarsi con i diversi significati e la diversa importanza che un viaggio può assumere.
Tutti, o quasi, nella propria vita hanno provato l’impulso del viaggiatore che si esprime nel desiderio di scoprire se stessi, conoscere il diverso, staccarsi dalla vita monotona di tutti i giorni per fare un’esperienza che segni la nostra esistenza. Mi chiedo se sia ancora possibile provare tali sensazioni.
Come osserva Citati: “Quando inizia il viaggio il ragazzo si accorge che la realtà non ha nulla o ha poco a che fare coi suoi progetti fantastici. Il paese che immaginava giallo è verde, quello che pensava rosso è celeste”. Credo che sia sempre più difficile realizzare il proprio “viaggio fantastico”, distaccare lo sguardo dalla guida dei monumenti per perdersi nei labirintici calli veneziani, negli scantinati più remoti, nelle feste di paese, nella gente. Diventare meno turisti e più viaggiatori per vivere i luoghi non osservarli, conoscere una città, non solo sostarvi.
Come scrive il grande semiologo Todorov : “Il turista fa un’altra scelta: le cose e non più gli esseri umani (…).Il turista è un visitatore frettoloso (…) ma l’assenza di incontri con soggetti differenti è riposante poiché non mette mai in discussione la nostra identità”. A sua volta, Saramago sostiene che “viaggiare dovrebbe essere tutt’altro, fermarsi più a lungo e girare di meno”.
Ma purtroppo il viaggio non sempre è una scelta, basta sfogliare un quotidiano e non mancherà la notizia di qualche barcone approdato, di centinaia di persone scappate da guerre e persecuzioni verso la ricerca di una stabilità, di un lavoro, di una casa. Ecco che il viaggio diventa lotta. Lotta per la vita. Lotta verso la vita. “L’Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell’illimitato” (Magris).
Chi è dunque il vero viaggiatore? La massa di turisti che segue una bandierina colorata, o la folla di gente che su un barcone insegue una speranza?
C’è chi cerca una vita normale e chi vuole scappare da essa per sentire la distanza dalla normalità, avvertire la nostalgia della vita di tutti i giorni per poterla apprezzare di più, scoprire un nuovo paesaggio per amare lo sguardo gettato fuori dalla finestra della nostra cucina. “Ed è il desiderio di tornare non soltanto in patria; ma dappertutto: dove si è stati e dove non si è stati” (Soldati).
Ester Molteni
Classe 5 SC
